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Emanuela Orlandi, Sabrina Calitti non si presenta all’audizione in commissione d’inchiesta: “E’ la prima volta che succede”. Ecco perché è una testimone chiave

E' stato il presidente della Commissione, il senatore Andrea De Priamo, ad annunciarlo in una nota stampa in cui ha specificato che la Calitti ha disdetto il suo impegno istituzionale per motivi “strettamente personali”

di Alessandra De Vita
Emanuela Orlandi, Sabrina Calitti non si presenta all’audizione in commissione d’inchiesta: “E’ la prima volta che succede”. Ecco perché è una testimone chiave

“L’ultima occasione in cui ho visto Emanuela è stato quando ci siamo salutate sul portone di scuola. Perché poco dopo, passando davanti alla fermata dei mezzi pubblici in corso Rinascimento, poco prima del Senato ho visto che vi erano alcune ragazze della scuola di musica che conosco di vista, ma non ho notato Emanuela”: queste sono le parole (messe a verbale) che disse Sabrina Calitti disse agli inquirenti il 29 luglio 1983, appena un mese dopo la scomparsa di Emanuela Orlandi. L’ex allieva della stessa scuola di musica frequentata dalla Vatican Girl, con sede di fianco alla Basilica di Sant’Apollinare a Roma, ieri avrebbe potuto confermare la sua versione davanti alla commissione di inchiesta che indaga sulle scomparse di Emanuela e di Mirella Gregori ma non è stato possibile ciò.

La mancata audizione
“L’audizione in programma oggi della signora Sabrina Calitti, all’epoca allieva della scuola di musica sacra Ludovico Da Victoria frequentata da Emanuela Orlandi, non avrà luogo”: ha dichiarato pubblicamente ieri il presidente della Commissione, il senatore Andrea De Priamo in una nota stampa in cui ha specificato che la Calitti ha disdetto il suo impegno istituzionale per motivi “strettamente personali”.È la prima volta che ciò accade dall’insediamento della Commissione – ha aggiunto De Priamo – in particolare con queste singolari modalità di diniego e di tempistica, e ciò desta delle perplessità anche in considerazione del fatto che la persona convocata non ha inteso suggerire una nuova data per la sua audizione e che la data di audizione era stata con lei concordata”. Sembra comunque certo, al di là di questo che la Commissione riprogrammerà quella che è un’audizione fondamentale per ripercorrere le prime fasi del sequestro. Perché, come spiega anche De Priamo “l’audizione della signora Calitti era ed è finalizzata al chiarimento di queste circostanze proprio per fare chiarezza sugli ultimi istanti in cui la quindicenne cittadina vaticana venne vista in attesa nei pressi della fermata Atac di fronte al Senato della Repubblica”.

Gli ultimi attimi
Sabrina Calitti fu l’unica a raccontare di non aver mai visto Emanuela Orlandi alla fermata dell’autobus, come invece dichiarato dalle altre allieve della scuola di musica all’epoca dei fatti. Ricordiamo sempre che parliamo dell’istituto “Ludovico da Victoria”, all’interno della Basilica di Sant’Apollinare. La Orlandi scomparve nel nulla proprio all’uscita della scuola quel giorno, inghiottita dai pochi metri che la separavano dalla fermata del bus in corso Rinascimento, davanti al Senato. La scuola era collegata al Vaticano e retta da don Pietro Vergari che fu indagato per concorso in sequestro nell’ambito dell’indagine poi archiviata. Vergari fu indagato dal magistrato Giancarlo Capaldo perché nelle sue ipotesi investigative era vicino a Enrico “Renatino” De Pedis che secondo quanto dichiarato dal procuratore davanti alla commissione lo scorso luglio, “potrebbe aver organizzato il sequestro da solo”. De Pedis, lo ricordiamo, dopo essere stato trucidato nel 1990, venne sepolto in una cripta di Sant’Apollinare grazie a un permesso speciale concesso dal Vaticano alla famiglia del leader della Banda della Magliana.

Le versioni discordanti delle amiche
Torniamo al 22 giugno del 1983. Emanuela Orlandi ha appena finito la lezione di canto corale. Esce dall’Istituto Ludovico da Victoria, in compagnia dell’amica Raffaella Monzi a cui chiede consiglio per un’offerta di lavoro che ricevuta poco prima di entrare a scuola. Appena arriva l’autobus, Raffaella ed altri studenti salgono sul bus stracolmo e, in piedi all’interno del mezzo, fa giusto in tempo a salutare Emanuela che non sale sul bus, e che intanto è stata raggiunta da un’altra allieva della scuola di musica. Questa amica viene vista anche da un’altra ragazza della scuola di musica, Maria Grazia Casini, che si trova a passare da lì come ha riferito nell’interrogatorio del 29 luglio del 1983. Qualche giorno dopo Raffaella racconta ai giornali: “Eravamo appena uscite dalla lezione di canto corale. Emanuela mi ha confidato che le avevano offerto di distribuire dei prodotti per una casa di cosmetici a una sfilata di moda. Le avevano promesso 375 mila lire. Lei era stuzzicata dall’idea di guadagnare ma era incerta se accettare. Mi ha detto: la persona che mi ha offerto il lavoro vuole una risposta questa sera. Aspetto o vado a casa? Ormai si erano fatte le sette e venti, il mio autobus era arrivato e l’ho salutata. Non so proprio cosa dirti Emanuela”. Raffaella le dice che quell’offerta era stranamente eccessiva, ma si limita a questo. Si è fatto tardi, Raffaella sale sul bus, non la rivedrà più. Un’altra allieva e amica di Emanuela, Laura Casagrande ha sempre detto che mentre avanzava su quello stesso marciapiede, ha visto per l’ultima volta Emanuela dietro di sé. Ha poi recentemente negato alla bicamerale di inchiesta quella circostanza. “Non ricordo di averla vista, non ricordo nulla della mia deposizione, ho il vuoto totale”, ha detto. Negli anni, le testimonianze della Casagrande rese alla squadra Mobile e ai carabinieri non collimano. In una, diceva di averla vista alla fermata degli autobus 70 e 26; nell’altra, di averla vista da lontano, mentre frettolosamente si avviava verso l’autobus, perché doveva andare via di fretta. Quindi, ogni tanto si girava e la vedeva, ma poi non l’ha più vista.

L’Uomo della Bmw
Sabrina Calitti resta, tra tutte le compagne di Emanuela interrogate all’epoca, l’unica che negò di averla vista alla fermata del bus e il suo tassello è fondamentale per ricostruire gli ultimi attimi e da lì ripartire. In questi giorni, Fqmagazine ha pubblicato un lancio Ansa dell’epoca in cui il vigile urbano Alfredo Smabuco, più volte interrogato e oggi purtroppo deceduto, dichiara che colui che è diventato noto come l’uomo della Bmw (che fece l’offerta di lavoro fittizia a Emanuela per agganciarla) fu visto parlare con la ragazza non solo all’ingresso ma anche all’uscita della scuola di musica. Forse accadde dopo che Emanuela salutò le sue amiche alla fermata del bus? Negli ultimi istanti è racchiusa gran parte di questo oscuro mistero. Intanto la Bmw è la stessa auto con cui l’allora amante di Enrico de Pedis, Sabrina Minardi (venuta a mancare poche settimane fa) ha raccontato ai magistrati romani di aver trasportato Emanuela Orlandi, nell’estate del 1983, dal bar Gianicolo alla strada delle “mille curve” alle porte del Vaticano (dove sempre in base alla sua testimonianza l’avrebbe consegnata a un prelato). Le sue dichiarazioni all’epoca fecero riaprire le indagini.

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