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Opel Frontera, la prova de Il Fatto.it – Elettrica o ibrida, quel che serve per la città – FOTO

Per il suo nuovo suv compatto con vocazione urbana, la casa tedesca ha scelto l'opzione multienergia. Prezzi a partire da 24.500 euro
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Compatta e funzionale. Elettrica e ibrida. A 5 e 7 posti, anche se per provare a salire su quest’ultima variante della nuova Opel Frontera occorre pazientare perché la produzione non è ancora cominciata. Gli ordini sono già aperti – a partire da 24.500 e 29.900 euro – ma anche le prime consegne avverranno con la primavera. Durante l’anno, invece, è previsto il debutto della declinazione 100% elettrica “Long Range”, ossia da 400 chilometri di percorrenza dichiarata.

Compatta perché misura 4,38 metri di lunghezza, 23 centimetri in più rispetto alla Mokka e 26 in meno rispetto a Grandland, con un passo di 2.670 millimetri. Anche per questo è funzionale: nel senso che è ben abitabile dentro, con sedili anteriori particolari che rendono meno stancanti gli spostamenti, e con soluzioni interessanti, come il vano “a elastico” nella parte bassa del tunnel centrale nel quale si possono stivare oggetti più ingombranti e che evita il contatto del ginocchio con la plastica più dura. E poi ha un bagagliaio con una capacità compresa fra 460 e 1.600 litri. Insomma: può essere la sola macchina di famiglia.

La Frontera è un’auto prevalentemente da città, anche come impostazione di guida, tra l’atro con due schermi da 10”, incluso quello del navigatore con radio DAB, e fra le altre cose anche il bracciolo anteriore centrale. È comoda e “morbida” in entrambi le declinazione e con uno sterzo piacevolmente diretto. Nelle manovre in retro, il design squadrato sul montante posteriore limita un po’ la visibilità, altrimenti buona.

Opel ha applicato l’opzione multienergy anche a questo modello, ma in Italia arriveranno solo le varianti elettrica e ibrida. La prima con un’unità da 113 Cv di potenza e 125 Nm di coppia alimentata da una batteria da soli 44 kWh per la quale è stata anticipata una percorrenza di 306 chilometri. Circa i consumi, la scheda tecnica non riporta dati né è stato possibile rilevarli dal computer di bordo perché, così spiegano i tecnici Opel, “agli automobilisti non interesserebbe”. I dati empirici dicono che dopo 91 chilometri al volante la batteria era carica per due terzi (67%) con ancora 174 chilometri di autonomia. La velocità massima è di 140 km/h l’accelerazione da 0 a 100 di 12,1”. La brillantezza dello spunto è stata sacrificata a garanzia della percorrenza, ma la spinta resta buona e rassicurante. Impressiona la silenziosità di marcia: per una macchina di questo segmento è un bel segnale.

La seconda, mild hybrid a 48 Volt, è proposta sia con 100 sia con 136 Cv e coppie rispettivamente di 205 e 230 Nm grazie all’unità elettrica aggiuntiva da 28 Cv. Le andature di punta sono di 180 e 190 km/h con il dato “0-100” di 9” per la variante più potente. Opel parla di consumi di 5,2 l/100 km, che nella prova di una novantina di chilometri, talvolta “tirati” e senza passaggi in ambito urbano (dove, fa sapere Opel, si può viaggiare a zero emissioni fino al 50% del tempo) sono arrivati a 6,4. L’unica trasmissione è automatica a doppia frizione a 6 rapporti. Inevitabilmente più brillante e altrettanto inevitabilmente un po’ meno silenziosa, ma anche più economica, la soluzione ibrida assicura percorrenze decisamente maggiori. E, soprattutto, è la sola a 7 posti, un pacchetto da 900 euro. Due, infine, le versioni a listino: la Edition e la GS Edition + (2.000 euro di differenza).

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