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Web tax, emendamento di Forza Italia per limitare il prelievo ai big. Si salverebbe anche Mediaset

Web tax, emendamento di Forza Italia per limitare il prelievo ai big. Si salverebbe anche Mediaset
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Un emendamento alla legge di bilancio presentato da Forza Italia propone di esentare dalla web tax “la concessionaria del servizio pubblico, i fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici e i concessionari radiofonici soggetti alla giurisdizione italiana e gli editori di testate giornalistiche online registrate presso il Tribunale di competenza”. La modifica chiede quindi l’eliminazione dell’estensione verso il basso della web tax per mantenerla solo per i così detti giganti del web che fatturano almeno 750 milioni di euro all’anno. L’esenzione – viene spiegato – opererebbe quindi “per Rai, Mediaset, Sky e altri operatori del settore nonché per le testate giornalistiche online“.

La web tax è, in concreto, un’imposta del 3% sui ricavi, non gli utili, da pubblicità digitale, accesso alle piattaforme web e trasmissione di dati raccolti dagli utenti. Nell’attuale formulazione l’e-commerce è escluso, così come le interfacce digitali usate per gestire i sistemi dei regolamenti interbancari. L’imposta si applica solo se chi fruisce dei servizi è localizzato in Italia, in base al suo indirizzo Ip. E al momento devono pagarla solo i gruppi con ricavi globali oltre i 750 milioni e ricavi da servizi digitali Italia di almeno 5,5 milioni. L’anno scorso il gettito si è fermato a 390 milioni contro i 700 attesi a regime, in base alla relazione tecnica della norma risalente al 2019. Non più di un buffetto, insomma, per i colossi del web e del software che eludono il fisco spostando gli utili in paradisi fiscali a bassa tassazione.

Nella speranza di incassare di più, in manovra è previsto al momento che dal 2025 le soglie di fatturato siano eliminate per ampliare la platea coinvolta.

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