di Emanuele Montini, ufficio legale Italia Nostra

C’è un parco a Roma, destinato a verde pubblico, dove se non sei dei Parioli e quartieri limitrofi non puoi entrare. Si tratta del parco della ottocentesca Villa Blanc (Via Nomentana 216), splendido esempio di eclettismo ad opera di Giacomo Boni (autore, fra l’altro, degli scavi e dei restauri del Palatino). A far rispettare l’odiosa discriminazione su base territoriale ci pensa, al cancello d’entrata, il personale di vigilanza della Luiss, attuale proprietaria della villa. I vigilantes richiedono la presentazione di un documento, che viene annotato in un registro, e quando arrivi ai dati di residenza, se non c’è scritto Municipio 2 ma uno degli altri 14 o un’altra città italiana (figuriamoci se estera), scuotono la testa e sbarrano il passo.

Eppure, nell’accordo tra Luiss e Roma Capitale c’è scritto che la domenica, i giorni festivi e tutti gli altri di chiusura delle attività didattiche il parco deve essere “aperto al pubblico”, senza nessuna distinzione. Questa contropartita fu alla base del vantaggioso accordo (per la Luiss) con la Giunta Alemanno. Infatti, come previsto dal Piano regolatore, l’intero complesso immobiliare avrebbe dovuto essere espropriato per essere destinato alla fruizione pubblica (come la vicina Villa Torlonia). Grazie, però, a questo accordo, la Luiss ha ottenuto la possibilità di realizzarci la sua Business School.

Roma Capitale ha provato, su insistente richiesta di Italia Nostra e del Comitato Villa Blanc (qui l’ultimo comunicato inoltrato), a richiamare la Luiss al rispetto delle regole e alla interruzione di queste pratiche discriminatorie. Dopo anni di tentativi infruttuosi il Dipartimento di Programmazione Urbanistica e il Municipio 2 hanno deciso di azionare la clausola di conciliazione contenuta nell’accordo ed hanno convocato due volte l’università a un tavolo di mediazione. Entrambe le volte la Luiss ha risposto di non essere disponibile all’incontro, per pregressi impegni più rilevanti.

Nel frattempo, continua la discriminazione fra cittadini di serie A e di serie B. C’è da chiedersi come tutto ciò sia coerente con la mission della Luiss che, come istituzione formativa, si impegna, secondo quanto scritto sul suo sito, per “il riconoscimento del valore della diversità”.

Pertanto, sia il Comitato Villa Blanc che Italia Nostra continueremo, in maniera ancor più incisiva e con tutti i mezzi legalmente consentiti, nella battaglia portata avanti per decenni, insieme a tutti i cittadini, per assicurare agli abitanti di Roma di poter accedere a tutto il parco di Villa Blanc – che il genio di Giacomo Boni ha lasciato alla nostra città – sia pure rispettando le esigenze funzionali e di sicurezza dell’Università, definite una volta per tutte negli accordi del 2011.

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