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Alexei Paramonov nuovo ambasciatore russo in Italia: Putin firma il decreto. Minacciò il nostro Paese dopo l’invasione dell’Ucraina

Alexei Paramonov nuovo ambasciatore russo in Italia: Putin firma il decreto. Minacciò il nostro Paese dopo l’invasione dell’Ucraina
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Confermando i retroscena diffusi nei giorni scorsi, il presidente russo Vladimir Putin ha firmato il decreto con cui ha nominato Alexei Vladimorovic Paramonov nuovo ambasciatore in Italia e a San Marino. Paramonov, classe 1962, già console russo a Milano e direttore del dipartimento Europa del ministero degli Esteri di Mosca, prende il posto di Sergei Razov, che si era insediato il 6 maggio del 2013, ed è stato destituito da Putin con un altro decreto. L’avvicendamento a villa Abamelek (sede dell’ambasciata a Roma) avverrà tra un mese. La Farnesina ha informato che alla nomina è stato concesso il gradimento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

A differenza di Razov, Paramonov ha fama di moderato: nonostante ciò, lo scorso anno era salito agli onori delle cronache per aver rilasciato all’agenzia di stampa Ria Novosti – a neanche un mese dall’inizio della guerra – un’intervista nella quale aveva minacciato “conseguenze irreversibili” nei rapporti tra Roma e Mosca se l’Italia avesse adottato altre sanzioni contro la Russia. Definendo, tra l’altro, l’allora ministro della Difesa Lorenzo Guerini un “falco” e l’”ispiratore” della campagna antirussa in Italia, nonostante avesse chiesto aiuto a Mosca durante la pandemia di Covid.

Insignito dal nostro Paese dell’onorificenza di commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia (poi revocata), Paramonov era stato indicato come prossimo ambasciatore russo presso la Santa Sede al posto di Alexander Avdeev, che però ha “resistito” all’avvicendamento. La voce era circolata anche in virtù dei rapporti molto intensi che il diplomatico continua a mantenere in Vaticano: fu da lui, ex ministro della Cultura, che il Papa si recò il 25 febbraio di un anno fa, proprio all’indomani dell’invasione dell’Ucraina per esprimere la sua “preoccupazione”. Nel giugno 2022, intervistato ancora da Ria Novosti, aveva lodato “gli sforzi di mediazione della Santa Sede nel conflitto in Ucraina” e fatto sapere di “mantenere un dialogo aperto e riservato su una serie di questioni” con il Vaticano.

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