Sembra proprio un film, la vita di Daniele Carlomosti. Una terribile storia di torture, sparatorie e smerci di droga. L’attore romano, comparso in moltissimi film e serie di successo, fra cui si contano ‘Romanzo criminale’, ‘Un gatto in Tangenziale’ e ‘Gangs of New York’, si è rivelato uno spietato boss della droga e rischia ora fino a 20 anni di carcere.

Fra i crimini commessi dal suo clan si annoverano la tortura, che Carlomosti e i suoi uomini attuavano all’interno di un appartamento popolare in via Naide 116, dove il boss seviziava i suoi debitori, utilizzando dei grandi teli di plastica per non macchiare di sangue le pareti e il pavimento. Il pm Edoardo De Santis ha sollecitato condanne per 145 anni di carcere per 13 imputati, accusati di associazione a delinquere che, pur di imporre la propria merce nelle piazza di spaccio, non esitavano a sparare, rapire, picchiare e uccidere i propri obiettivi.

Secondo la ricostruzione delle indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo, il nome di Daniele Carlomosti compare in praticamente tutte le inchieste che riguardano la criminalità romana. L’uomo è una figura talmente spietata da non aver esitato a sparare nemmeno al proprio fratello Simone, oltre ad incendiare l’auto di suo padre.

Insieme a Carlomosti, fra le figure coinvolte per cui la Procura chiede la condanna ci sono Armando De Propris, il suo braccio destro nonché padre di uno dei killer di Luca Sacchi, ucciso lo scorso 2019, che rischia 10 anni e 8 mesi e Fabio Pallagrosi, che aveva ricevuto (a suo dire) l’autorizzazione dalla famiglia del boss Michele Senese per eliminare un loro debitore. Per Pallagrosi, il pm ha chiesto 16 anni di carcere.

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