Giorgia Meloni ha vinto le elezioni e si avvicina a Palazzo Chigi. Il compagno Andrea Giambruno, giornalista Mediaset e padre di sua figlia Ginevra, ha perso la conduzione di “Studio Aperto” e “TgCom24“. Il giornalista del Biscione dopo il voto non è più apparso in video e, a quanto racconta “Il Foglio“, ora farebbe un lavoro di cucina redazionale nella sede di Roma, in attesa di un nuovo impegno come autore in una trasmissione di approfondimento dell’azienda.

“È stata una scelta presa insieme all’azienda per una questione di reciproca opportunità. Nessuna imposizione né punizione”, racconta al giornale diretto da Claudio Cerasa chi in queste ore ha parlato con il giornalista. Dopo le elezioni del 25 settembre Giambruno sarebbe stato chiamato dai vertici di Mediaset, nessun diktat ma il compagno di Meloni avrebbe vissuto la decisione comunque con dispiacere.

“Se sbagliassi un congiuntivo e lei stesse a Palazzo Chigi verrebbe attaccata anche per questo”, avrebbe confidato a un collega mentre Il Foglio ricorda la tensione degli ultimi giorni tra la leader di Fratelli d’Italia e Silvio Berlusconi, deus ex machina dell’azienda per cui lavora Giambruno. Da Mediaset smentiscono qualsiasi dietrologia rispetto a quanto accaduto tra i due leader e la frase “non sono ricattabile” pronunciata da Meloni.

Il primo “first gentleman” della Repubblica Italiana, classe 1981, ha iniziato a Mediaset come autore di “Kalispera” di Alfonso Signorini. Prima una laurea in filosofia alla Cattolica e uno stage nella tv locale “Telenova”. Dopo una pioggia di collaborazioni: figurava tra gli autori di “Mattino 5” e “Stasera Italia” ma lavorava anche a “Quinta Colonna”. Proprio nella trasmissione condotta da Paolo Del Debbio aveva incontrato la premier in pectore: “Lei arriva trafelata e fa a Giovanna, sua storica assistente: ‘Non ho mangiato, ho una fame che svengo’. E Giovanna: ‘Ma qui c’è solo una banana’. E lei: ‘E dammi ’sta banana’. In una pausa pubblicitaria se la divora, ma alla ripresa è ancora lì con la banana in mano. Io mi precipito e gliela strappo di mano anche con una certa foga, ci mancava solo la Meloni in diretta con una banana. Non so dire, i nostri occhi si incrociano in modo strano, è stato un attimo“, aveva raccontato Giambruno in un’intervista rilasciata al settimanale Chi.

A febbraio 2021 si era schierato apertamente al fianco della compagna, leggendo la rassegna stampa a “TgCom24” si era soffermato sugli insulti del professore Giovanni Gozzini alla leader di Fratelli d’Italia, definita “vacca” e “scrofa”: “Per coloro che non lo sapessero, sono il compagno di Giorgia Meloni, la madre di mia figlia. Sono molto fiero di quello che ha fatto nella sua vita. Non mi permetto di commentare le parole del professore perché ci sono altri luoghi dove verranno commentate e sentenziate in altri termini. Mi permetto solo di dire che ci sono dei minori che leggono certe schifezze. Io spiegherò a mia figlia quanto sua madre sia valorosa e meritevole di ciò che ha fatto nella sua vita”, le parole in diretta di Giambruno prima dell’affondo: “Mi auguro, professore, ammesso che lei abbia dei figli, che i suoi di figli possano dire altrettanto dei suoi commenti misogini, indegni e vergognosi”.

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