Ironico, intenso, malinconico e ottimista. Niccolò Fabi ha voluto festeggiare i suoi 25 anni di carriera con un evento Live unico per il 2022, all’Arena di Verona gremita di fan che lo seguono discograficamente dal 1997, quando esordì con “Il giardiniere” che conteneva la hit sanremese “Capelli”. “Mi ritrovo a pensare per caso, a quello che un tempo credevo sarei diventato”, con queste parole il cantautore romano ha aperto lo show. “Vi ho tratto qui con l’inganno – ha continuato ironicamente Fabi, rivolgendosi al suo pubblico -. In realtà non c’è nessun concerto, adesso farò performance alla Marina Abramovic. Scherzi a parte, sono passati 25 anni e ho fatto un percorso altalenante. Se c’è qualcosa da festeggiare non è tanto la carriera di un cantante, quanto un percorso fatto di complicazioni e disagi che possono essere raccontate e preservati come tesori. Io posso raccontare quello che consideriamo successo, un concetto variegato e sfumato. Sono la conferma che si può cercare una direzione, senza fare richieste altisonanti. Ho avuto punti difficili nella mia traiettoria musicale: ho avuto un inizio roboante ed è successo quello che accade a molti artisti ossia lo scollamento tra persona e personaggio. Prima del boom venivo da 14 anni di musica suonata, poi Sanremo, la canzone di successo, nasce il personaggio e non ci si riconosce più per quello che si è veramente. Nasce così il mio disco più sfortunato “Sereno a ovest” (del 2000, ndr), dove raccontavo del mio disagio “Il mio stato”. Poi c’è stato un disco che ha rappresentato l’inversione rotta di questa barca andata in confusione (“La cura del tempo” del 2003, ndr). In quel momento mi sembrava di aver percepito che mi stessi avvicinando a quello che potevo rappresentare. “È non è” è una canzone tra quello che speravo di essere è quello che speravo a tutti i costi di non essere. Poi c’è il viaggio che ha rappresentato una tappa fondamentale nel mio percorso di vita, importante per allontanarsi anche dalle sicurezze. Così con un gruppo di amici siamo andati in Africa. Dopo aver macinato strade polverose è nata una canzone per me molto importante: “Sedici modi di dire verde”. Non ho mai avuto una debolezza per le grandezze, vivo meglio nel limbo perché si percepiscono dettagli e particolari. Così è successo lo scorso anno quando ho cantato davanti a 100 persone in acustico, in un piccolo anfiteatro. Una dimensione intima che avrei voluto però riportare fedelmente in spazi più grandi, con l’aiuto anche di una orchestra. Così è nato questo lavoro certosino di tanti mesi per arrivare all’Arena. Un progetto che porterò nei teatri anche nel 2023. Per me l’Arena di Verona è oltre favola, oggi ho 54 anni e sono tornato a 5 anni dall’ultimo disco. È il coronamento di un lavoro silenzioso”.

Per la prima parte del concerto Fabi è solo sul palco con la chitarra acustica, circondato da un cerchio di luce , per proporre alcuni dei suoi brani più famosi come “Il mio stato”, “Il negozio di antiquariato”, “Ecco” e “Una somma di piccole cose”. Poi a metà scaletta per l’incipit dell’inedito “Andare oltre”, arriva la grande Orchestra Notturna Clandestina, diretta dal Maestro Enrico Melozzi, con Roberto Angelini (chitarra) e Filippo Cornaglia (batteria). Le componenti elettroniche di alcuni brani, riarrangiati insieme all’Orchestra, sono a cura di Yakamoto Kotzuga. Ha chiuso lo show “Di Aratro e Di Arena”, altro brano inedito che sarà contenuto in “Meno per meno”, in uscita il 2 dicembre. Niccolò Fabi ha annunciato che ad aprile 2023 tornerà in tour nei principali teatri italiani, per la prima volta insieme all’Orchestra.

Una giusta celebrazione per un artista con alle spalle più di 90 canzoni, 9 dischi in studio, 2 raccolte ufficiali, 1 progetto sperimentale come produttore, 1 disco di inediti con il progetto FabiSilvestriGazzè, 2 Targhe Tenco per “Miglior Disco in Assoluto”. Negli anni ha continuato a lavorare sul rapporto tra parole e musica, sia in termini performativi – con appuntamenti all’interno di rassegne culturali – sia in chiave formativa – come docente presso la scuola Officina delle arti Pierpaolo Pasolini. Un percorso di consapevolezza che nasce da lontano e non senza momenti difficili.

SCALETTA CONCERTO ARENA DI VERONA 1. Il Mio Stato (da “Sereno Ad Ovest” – 2000) 2. Una Somma Di Piccole Cose (da “Una Somma Di Piccole Cose” – 2016) 3. È Non È (da “La Cura Del Tempo” – 2003) 4. Facciamo Finta (da “Una Somma Di Piccole Cose” – 2016) 5. Io Sono L’altro (da “Tradizione E Tradimento” – 2019) 6. Vento D’estate (da “Niccolò Fabi” – 1998) 7. Ecco (da “Ecco” – 2012) 8. Vince Chi Molla (da “Una Somma Di Piccole Cose” – 2016) 9. Sedici Modi Di Dire Verde (da “Ecco” – 2012) 10. Oriente (da “Novo Mesto” – 2006) 11. Il Negozio Di Antiquariato (da “La Cura Del Tempo” – 2003) 12. Andare Oltre (nuovo Brano – 2 Settembre 2022) 13. A Prescindere Da Me (da “Tradizione E Tradimento” – 2019) 14. Ha Perso La Città (da “Una Somma Di Piccole Cose” – 2016) 15. Solo Un Uomo (da “Solo Un Uomo” – 2009) 16. Filosofia Agricola (da “Una Somma Di Piccole Cose” – 2016) 17. Una Mano Sugli Occhi (da “Una Somma Di Piccole Cose” – 2016) 18. Costruire (da “Novo Mesto” – 2006) 19. Una Buona Idea (da “Ecco” – 2012) 20. Lasciarsi Un Giorno A Roma (da “Niccolò Fabi” – 1998) 21. Di Aratro E Di Arena (nuovo Brano – 3 Ottobre 2022)

(Foto di Simone Cecchetti)

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