Il vaccino anti-Covid? “Solo per gli anziani e chi ha problemi di salute, e basta obblighi”. Le mascherine in ospedale? “Solo nei reparti dove ci sono persone fragili, magari non in ortopedia ma in terapia intensiva”. E il green pass? “Siamo contrari, punto”. Ad anticipare, in un’intervista a Repubblica, le coordinate su cui si muoverà il nuovo governo in vista di un’eventuale recrudescenza del Covid è Marcello Gemmato, deputato barese appena rieletto e responsabile Sanità di Fratelli d’Italia, che è anche uno dei nomi in campo per il ministero della Salute. Finora, dice, “c’è stato un approccio ideologico alla gestione della pandemia, non ci si è mossi in punta di scienza. Ci sono state due tendenze: una oltranzista e un’altra di stupidi che considerano il vaccino acqua sporca. Tra iper chiusuristi e complottisti, noi stiamo nel mezzo, con la scienza”.

Sul green pass “abbiamo sempre detto che non si trattava di una misura sanitaria, non partiva da principi scientifici. Fauci (Anthony, celebre virologo statunitense, ndr) ha sostenuto già mesi fa che vaccinato può contagiarsi e contagiare perché nella mucosa della bocca e nelle fosse nasali non ci sono immunoglobuline”, afferma Gemmato, che di professione è farmacista. “Successivamente abbiamo visto che era vero, la gente si infettava comunque. Il green pass dava quindi una falsa sicurezza“. Non servirà più nemmeno per accedere alle strutture sanitarie? “Siamo contrari a questo certificato. Punto. Se si vuole verificare se una persona è infetta si fa il tampone antigenico e si capisce”.

Alla domanda sui vaccini, invece, Gemmato risponde: “I dati ci dicono che la mortalità per il Covid riguarda persone dai 65 anni in su. La strategia vaccinale dovrebbe mettere in sicurezza gli anziani e chi ha problemi di salute. Vaccinare i bambini di sei anni non ha avuto senso”. Ancora: “Va bene raccomandare, non mettere più obblighi e infatti non bisogna rinnovare quello che riguarda il personale sanitario, in scadenza il 31 dicembre. Tra l’altro, nelle menti dei più stolti, il vaccino imposto fa pensare che ci sia dietro un interesse delle multinazionali”.

E le mascherine, che dal 1° ottobre restano obbligatorie solo nelle strutture sanitarie? “Bisogna valutare la circolazione e decidere se consigliarle e dove. In ospedale quindi sarebbe auspicabile che si mettessero nei reparti dove ci sono persone fragili. Magari non in ortopedia ma in terapia intensiva”. Se arriverà una nuova ondata, conclude il responsabile Sanità di FdI, “saremo pronti ma a partire dai dati scientifici, ci si affida a loro per prendere decisioni. Non seguiremo le virostar, ma scienziati con impact factor alto e magari le linee di indirizzo già prese in altri Paesi”.

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