“Vorremmo incontrare in Brasile il Mago do Nascimento. Non l’abbiamo più visto o sentito dl 2001. Cercheremo di metterci in contatto con lui”. In un’intervista al Corriere di Bologna Wanna Marchi e Stefania Nobile cercano di ricucire lo strappo con lo storico collega di scorribande magiche in tv. Galeotta fu la docuserie Netflix intitolata Wanna dove la ex imbonitrice tv, con figlia al seguito, appare continuamente nei quattro episodi online, raccontando e rianimando tre decenni di successi economici di televendite tv, accuse, arresti, galera e ritorno. Il Mago do Nascimento, altrimenti detto anche “maestro di vita”, era divenuto irreperibile durante il processo del 2006 dove la Marchi e la Nobile vennero condannate entrambe a 10 anni per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata.

Il “mago”, condannato anch’esso ma mai formalmente ricercato a livello internazionale e ora con pena cancellata dall’indulto, riappare nella docuserie barbuto e invecchiato, ma senza più bustine di sale e amuleti da vendere ai creduloni telespettatori. Pentimenti per ciò che il terzetto compì all’epoca? “Nessuno. Non mi pare che lo Stato abbia smesso di far giocare i cittadini ai numeri del lotto. Eppure, conosco gente che in quel modo ha perso la casa”, risponde la Nobile all’intervistatore. Dall’articolo veniamo anche a scoprire che madre e figlia oggi “sono tornate a lavorare” e anelano a trasferirsi in Albania “perché gli italiani di oggi sono spenti”.

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