Alla chiamata alle armi di Putin dovranno rispondere anche i membri della Duma. Il presidente della Camera bassa russa, Vyacheslav Volodin, ha chiesto ai deputati di rispondere all’appello alla mobilitazione parziale rivolto dal presidente russo Vladimir Putin il 21 settembre alla nazione. L’ordine riguarda 300mila uomini che hanno già servito nell’esercito, con esperienza di combattimento e specializzazioni. Tra questi sarebbero presenti anche alcuni rappresentanti della Duma a cui Volodin ha chiesto di partecipare alla guerra in Ucraina.

“Coloro che hanno i requisiti richiesti per la mobilitazione parziale dovrebbero contribuire, con la loro partecipazione, all’operazione militare speciale”, ha scritto Volodin su Telegram. Per il presidente della Duma, i deputati non godono di alcuna protezione particolare e la mobilitazione per la difesa nazionale riguarda anche loro. Ai membri della Camera è stato ricordato come ci siano già dei parlamentari impegnati sul campo in Donbass, nell’Ucraina orientale.

Il presidente della Commissione Difesa della Duma, Andrei Kartapolov, ha precisato che con i riservisti saranno innanzitutto formate nuove unità che avranno il compito di “difendere i confini” con l’Ucraina e creare nel territorio russo vicino alla frontiera “una profondità tattica” a sostegno delle forze impegnate nelle operazioni. I primi a essere mobilitati, ha precisato, saranno soldati e sottufficiali fino a 35 anni di età e ufficiali inferiori fino ai 45.

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