La Grotta azzurra. Dove i colori sono di un turchese e argento impossibili da descrivere. Figuriamoci con la musica e il canto. Capri è un sogno. Non solo per i vip internazionali che dai loro yatch decidono di fermarsi per una cenetta con vista o una passeggiata. Ma per i cittadini e turisti che amano tuffarsi nella memoria culturale dei suoi luoghi. “Il canto delle Sirene” Festival internazionale di Capri (e Anacapri) dall’8 al 24 settembre anima le terrazze delle sue ville antiche, le piazze, il lido e persino, appunto, la celebre Grotta azzurra. Un viaggio negli incanti dell’isola fra musica e teatro. Dopo il successo del prologo lo scorso anno, la kermesse alla sua seconda edizione si snoda fra concerti, spettacoli di prosa, melodie mediterranee e da altre tradizioni. Una dozzina gli spettacoli in programma (tutti gratuiti) su palcoscenici naturali e negli spazi dei gioielli architettonici da cui si respira la storia. Ma anche la mitologia, di cui le sirene sono l’immagine simbolo.

L’intuizione? E’ venuta all’attore Geppy Gleijeses durante la pandemia. “Sembrava un’utopia – dice – invece è diventata realtà”. E con questa nuova edizione, spiega: “Vogliamo regalare ai capresi e al grande turismo culturale un festival di arte popolare, cominciando con un omaggio al tormentato popolo curdo, e presentando alcuni tra i migliori attori italiani, da Gabriele Lavia a Pino Micol, da Monica Guerritore ad Alessandro Preziosi”. Ma oltre ad assistere alle esibizioni dei mostri sacri del teatro e della musica, oltre al tributo a Pino Daniele e a Eduardo De Filippo nel centenario del suo “Uomo e galantuomo”, il pubblico può anche ballare sulle Terrazze del Lido. La festa con le chicche del repertorio anni ’60 è l’evocazione di un’epoca di leggende del cinema sbarcate sull’isola: Brigitte Bardot, Jacqueline Kennedy, Clark Gable e il jet set di tutto il mondo. E poi c’è il concerto alla Grotta azzurra. E’ un’esperienza unica già poterla visitare una volta nella vita per vedere i riflessi della luce sull’acqua verde smeraldo. Figuriamoci assistere a musiche e canti napoletani dell’800 interpretati da artisti posizionati nelle nicchie fra le rocce. Il tutto dalla barca, quattro persone per volta per venti piccole imbarcazioni.

Il festival comincia l’8 settembre al Chiostro Grande della Certosa di S. Giacomo con l’esibizione in esclusiva per l’Italia di Aynur Doğan, la più grande cantante curda. Una serata in ricordo delle persecuzioni, dei genocidi, delle discriminazioni a cui è sottoposto il popolo curdo in Iraq, Iran, Siria, Armenia, Turchia. Prosegue il giorno dopo con le esibizioni di Fiorenza Calogero e Mario Maglione nell’antro naturale della Grotta azzurra per poi spostarsi in piazza di San Nicola ad Anacapri per la prima nazionale di Terra Nostra. Un divertente spaccato attraverso i dialetti, le leggende e le musiche popolari della nostra penisola, narrate dal punto di vista di due cantastorie.

Il 10 settembre il festival entra nel vivo con Alessandro Preziosi al debutto, sulla terrazza de La Canzone del Mare, nel recital Le Idi di Marzo – frammenti dal Giulio Cesare di William Shakespeare. Altra prima nazionale, il giorno 11 al Chiosco Piccolo della Certosa, quella con Pino Micol accompagnato al violoncello da Simonpietro Cussino ne L’amor che move il sole e le altre stelle. Il 13 settembre al Chiosco Grande della Certosa, protagonisti della serata sono Geppy e Lorenzo Gleijeses, con la partecipazione di Ernesto Mahieux. Si recita Uomo e Galantuomo, per la regia di Armando Pugliese. Un omaggio al primo grande testo completo di Eduardo De Filippo, scritto nel 1922. Il 14 settembre alla Terrazza dell’Hotel Caesar Augustus è Monica Guerritore la star. Con una novità italiana di Luciano Giannini: Notturno caprese. Mentre il 15 settembre in Piazza San Nicola ad Anacapri è di scena “E sona mo’”, tributo a Pino Daniele. Si prosegue il 16 con Gabriele Lavia sotto l’arco di Villa Fersen. Le affascinanti favole di Oscar Wilde, composte per i figli, lette dal grande artista.

Restano due serate prima della chiusura. Il 17 settembre ai Giardini di Augusto si svolge la serata d’onore dedicata a Raffaele La Capria, autore scomparso quasi centenario. Il 18 si balla alla Festa Popolare anni ’60 al lido caprese di Marina Grande Le Ondine. L’appuntamento conclusivo? Il 24 settembre alla Terrazza Tragara. Il giovane pianista italo-americano, Julian Lawrence Gargiulo, segna la fine di un sogno che si ripeterà. Perché ormai fa parte della scoperta di quel miracolo del nostro mare: l’isola di Capri.

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