Con il 51,49% di voti, William Samoei Ruto è stato eletto presidente del Kenya, diventando il quinto capo dello Stato del Paese africano, dopo l’uscente Uhuru Kenyatta. Il candidato rivale Raila Odinga si è fermato al 48,8%. L’elezione – scandita da tensioni con accuse di brogli all’interno della stessa commissione elettorale- è stata segnata da scontri, dopo che la coalizione sconfitta di Odinga non ha riconosciuto i risultati. Subito dopo l’annuncio della vittoria di Ruto, alla commissione per il conteggio del voto è scoppiato il caos, con proteste e lanci di sedie. La stessa commissione elettorale, poco prima della proclamazione, si era divisa sull’esito del volto, con 4 giudici su 7 che hanno dichiarato il voto “opaco”. Ruto è stato scelto da 7,2 milioni di persone, raggiungendo il 50,49% dei voti. Subito dopo l’annuncio della sua vittoria, Ruto ha dichiarato di voler lavorare con “tutti i leader” del Paese. “Non c’è posto per la vendetta” e “sono assolutamente cosciente che il nostro Paese a questo punto ha bisogno della collaborazione di tutti”.

Chi è William Ruto Vicepresidente del governo uscente nelle ultime due legislature, William Samoei Ruto, 55 anni, dal 2018 è passato all’opposizione, dopo il patto siglato dal presidente Uhuru Kenyatta proprio con il leader dell’opposizione, Odinga. Kenyatta ha deciso di appoggiare l’ex rivale in campagna elettorale ma Ruto ha mantenuto la sua posizione nel governo.
Di umili origini, dopo aver venduto polli e noccioline per la strada per pagarsi gli studi, Ruto si è laureato in botanica all’Università di Nairobi e nel 1992 è entrato nei giovani del Kanu, partito di governo del presidente Daniel Arap Moi, esponente della stessa sua etnia, i kalenjin. Ricopre anche il ruolo di Ministro degli Interni. Nel 2002 passa tra le fila del neoeletto presidente Mwai Kibaki e ricopre la carica di Ministro dell’Agricoltura. Sorprendentemente però nel 2007 decide di schierarsi con l’opposizione e diventare stratega di Raila Odinga in vista delle elezioni presidenziali, vedendosi chiuso da Kenyatta per il ruolo di vice Kibaki. E’ l’anno delle violenze post elettorali scatenate dalle accuse di brogli da parte di Odinga, che porteranno a più di 1.100 morti, secondo le stime di Human Rights Watch. La Corte Internazionale accuserà lui e Kenyatta di strage e crimini contro l’umanità. Verranno entrambi assolti nel 2014 e 2016. Alle successive elezioni, nel marzo 2013, torna con la maggioranza come candidato vicepresidente di Kenyatta. Carica confermata dopo le contestate elezioni del 2017, fatte ripetere dai giudici dopo un esposto dell’alleanza di Odinga.

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