Rocco Casalino non si è candidato alle parlamentarie del Movimento 5 stelle perché “ho capito che la mia presenza in lista avrebbe scatenato polemiche e l’ultima cosa che voglio è arrecare un danno al Movimento o a Conte, a cui mi lega un rapporto di stima e affetto”. Così l’ex portavoce del leader M5s in una intervista al Corriere della Sera ha spiegato le ragioni della sua scelta, comunque sofferta: “Volevo poter partecipare alle parlamentarie come tutti, volevo giocarmela“. Anche se, sottolinea, ” Non avrei mai chiesto di essere messo in liste bloccate o di avere un collegio sicuro. E comunque, conoscendo Conte, lui non mi avrebbe mai blindato con una candidatura sicura, mai”.

Casalino è uno dei grandi nomi assenti tra le autocandidature, insieme ad Alessandro Di Battista e Virginia Raggi. “Confesso – spiega al Corriere – che sono stato combattuto fino alla fine, non ci ho dormito per 4 notti. Perché da un lato c’è la mia militanza decennale nel Movimento e la mia voglia di impegnarmi in questo nuovo percorso di Conte e dall’altra la consapevolezza di quanto il mio nome continui ad essere ancora, dopo tanti anni, così divisivo“. Casalino lamenta come gli ultimi due anni siano stati durissimi dal punto di vista professionale e attacca Davide Crippa, uno dei fuoriusciti dal M5s dopo la crisi di governo. L’ex portavoce parla di “una visione del tutto miope da parte dell’ex capogruppo del M5S alla Camera”, che “ha tarpato le ali all’intera comunicazione, ci ha impedito di volare alto ridimensionando le nostre potenzialità e relegandoci in un angolo“.

“Zero spazio alla creatività e all’estro – attacca ancora Casalino – che invece sono sempre stati il mio punto di forza e che hanno sempre prodotto grandi risultati“. L’apice dello scontro tra l’ex portavoce e Crippa si è consumato proprio nei giorni della caduta del governo Conte, quando l’ex capogruppo M5s a Montecitorio non ha rinnovato il contratto di consulenza affidata l’anno scorso dal gruppo Camera allo stesso Casalino. Che nella sua intervista ricorda come “anche nel 2013 fui costretto a fare un passo indietro e a rinunciare alla mia candidatura al consiglio regionale in Lombardia. Lo feci anche quella volta per amore del Movimento ma le polemiche che ci furono, perché un ex concorrente del ‘Grande Fratello‘ osava scendere in politica, mi ferirono molto. E mi feriscono ancora oggi, dopo 10 anni di militanza integerrima continuo ad essere vittima di uno stupido pregiudizio“.

Su Giuseppe Conte, invece, Casalino usa parola di segno opposto: “Si è comportato come un fratello con me. Ci siamo sentiti fino all’ultimo e mi ha sempre detto di decidere liberamente, ma io purtroppo ho sempre un senso di colpa che le mie azioni possano danneggiare l’immagine di Conte”. Ma, aggiunge, “lo dico con 5 anni di anticipo: al prossimo giro ci sarò! Mi auguro che dopo 15 anni di militanza e lealtà al mio partito e a distanza di 30 anni dal ‘Gf’, nessuno possa più recriminarmi nulla“.

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