Far “pesare la forza politica del M5s”. Giuseppe Conte, intervenendo durante l’assemblea regionale 5 stelle siciliana che dovrà decidere dell’alleanza con il Pd alle prossime Regionali, ha lasciato aperte tutte le strade. Ma ha sottolineato che il Movimento dovrà chiedere garanzie perché va messa “un’asticella altissima”. Proprio la Sicilia era, infatti, uno dei banchi di prova per l’alleanza giallorossa prima che cadesse il governo Draghi. Ma ora, cambiato drasticamente lo scenario, tutto è stato messo di nuovo in discussione. Il presidente 5 stelle ha preso la parola in apertura della riunione su Zoom e ha poi lasciato la parola agli esponenti M5s: di fatto, ha delegato all’assemblea la decisione sulla prosecuzione dell’alleanza. Subito dopo ha parlato il sottosegretario Giancarlo Cancelleri e i toni si sono scaldati: l’assemblea è divisa tra chi vuole mantenere l’impegno preso con le primarie, che hanno visto la vittoria della candidata del Pd Caterina Chinnici, e chi, invece, anche con toni molto aspri chiede di rompere. Sono una cinquantina gli interventi previsti, la decisione probabilmente arriverà in tarda serata.

“Questa Sicilia la dobbiamo trasformare”, ha detto Conte nel suo intervento di apertura. “Sarò con voi per trasmettere questo messaggio ai siciliani. Vi lascio al dibattito con la consapevolezza che nelle prossime ore e nei prossimi giorni saremo chiamati a scelte importanti, ma qualsiasi scelta faremo in Sicilia noi saremo assolutamente motivati da un assunto: dobbiamo far pesare la nostra forza politica, i nostri principi, i nostri valori, la nostra intransigenza nei confronti di qualunque altra forza politica. Non possiamo permettere che la regione siciliana sia amministrata senza che ci si scontri con la nostra asticella che è altissima perché i nostri principi e valori non sono negoziabili”. Per Conte “transizione ecologica, transizione digitale, valorizzazione del patrimonio comune, la difesa del principio di legalità in tutti i suoi addentellati, con particolare riguardo al contrasto alla mafia e con la difesa della giustizia sociale” sono principi irrinunciabili. “Noi non consentiremo mai – ha detto – che ci sia un siciliano che semplicemente perché non ha un santo protettore in terra, non ha un aggancio in qualche potentato politico, economico, editoriale non conti nulla, sia emarginato e non abbia la possibilità di sentirsi pieno cittadino con tutte le garanzie di poter partecipare alla vita politica economica culturale siciliana”.

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