Anche Papa Francesco cerca di dare il suo contributo a una de-escalation del conflitto ucraino. E lo fa affrontando intanto la questione con i vertici religiosi, anch’essi coinvolti nel sostegno a Vladimir Putin. Così, Bergoglio ha incontrato in Vaticano il metropolita Antonij di Volokolamsk, presidente del dipartimento degli Affari Esterni del Patriarcato di Mosca, quello che fa capo al patriarca Kirill, finito più volte al centro del dibattito internazionale per i suoi tentativi di giustificare dal punto di vista religioso l’invasione russa dell’Ucraina, tanto da spingere l’Unione europea a inserirlo in una lista provvisoria, dalla quale è stato poi rimosso per volere dell’Ungheria, delle personalità sanzionate da Bruxelles per la vicinanza e il sostegno al Cremlino. Quello col Pontefice è il primo incontro di persona con un rappresentante di Kirill da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, dato che il 16 marzo si era tenuto solo un incontro online tra Francesco e il Patriarca.

Accanto a Kirill c’era all’epoca Hilarion, sostituito poi dal metropolita Antonij che da ieri è in Vaticano dove ha incontrato anche il Segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Richard Gallagher. Un incontro faccia a faccia tra i due vertici delle rispettive chiese è previsto invece a metà settembre, quando entrambi saranno in Kazakistan.

A proposito dell’incontro di oggi, il Dipartimento per le Relazioni esterne del Patriarcato di Mosca ha pubblicato sul proprio sito un comunicato: “Il 5 agosto, su invito di Papa Francesco, il presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, il metropolita Antonij di Volokolamsk, ha visitato il Vaticano, dove ha incontrato il capo della Chiesa cattolica romana nel Palazzo Apostolico – si legge – Durante la conversazione, che si è svolta in italiano, papa Francesco e il metropolita Antonij hanno discusso numerosi temi all’ordine del giorno delle relazioni ortodosso-cattoliche, anche nel contesto dei processi politici in atto nel mondo. Al termine del lungo incontro, gli interlocutori si sono scambiati dei doni”.

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