Dopo le polemiche degli ambientalisti, una nuova tegola si abbatte sul Jova Beach Party. L’Ispettorato nazionale del Lavoro di Ascoli Piceno, al termine di un’ispezione al cantiere di allestimento del palco e dell’aerea del concerto in programma il 5 agosto al Lido di Fermo ha verificato la presenza di 17 lavoratori, sia italiani che stranieri, in nero. I controlli sono stati effettuati in collaborazione con i militari del Nil (Nucleo di Identità locale) e al Servizio prevenzione della Asur dell’Area Vasta 4 di Fermo (Marche) e hanno passato in rassegna “19 aziende, nessuna delle quali avente sede legale nella provincia”, come si legge nella nota diramata dall’Ispettorato.

Nei confronti delle 4 ditte per cui operavano i 17 lavoratori non in regola, tutte appartenenti al settore del facchinaggio, “l’Ispettorato del Lavoro ha emesso altrettanti provvedimenti di sospensione dell’attività, con decorrenza immediata“. “Durante l’ispezione – informa ancora l’Ispettorato -, sono emersi anche elementi per contestare a 3 ditte, operanti nel settore dell’allestimento delle luci, provvedimenti di somministrazione illecita di manodopera. Per quanto attiene alla vigilanza in materia di sicurezza, sono state riscontrate diverse criticità, in relazione alle quali saranno emanati i relativi provvedimenti”.

L’agenzia Trident, che organizza il tour sulle spiagge di Jovanotti, ha replicato a stretto giro sottolineando che non c’era nessun lavoratore in nero: “Si smentisce categoricamente la presenza di 17 lavoratori in nero nel cantiere del Jova Beach Party di Fermo”, si legge in una nota. L’agenzia spiega che “nel corso delle abituali ispezioni in data di ieri sono state notificate della inadempienze formali a tre aziende. Le suddette – prosegue Tridente – formalizzando in data odierna i dati mancanti, hanno ricevuto la notifica di revoca del provvedimento di sospensione e oggi le aziende e i 17 lavoratori hanno pertanto proseguito la loro attività, attualmente ancora in corso”.

La notizia arriva proprio mentre infiammava il dibattito sui possibili danni ambientali che l’evento avrebbe recato all’area, con il Wwf, partner del Jova Beach Party, che ha bollato le critiche come “strumentali” assicurando la tutela della zona grazie a “un proficuo tavolo di confronto” e sottolineando come si tratti di aree “già fortemente antropizzate” mentre per quanto riguarda il tanto citato fratino, sulla costa di Fermo non si registrano nidificazioni dal 2017. E le dune non sono state livellate.

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