L’uomo morto in un bar di Pescara si chiamava Walter Albi, 66 anni, e risulta iscritto all’albo degli architetti. Il ferito grave è Luca Cavallito, 48 anni, ex calciatore con precedenti. Una ulteriore ricostruzione dei testimoni conferma che a sparare è stata una sola persona giunta in moto: parlano di un braccio che spunta da alcune piante sul lato di via Ravasco e di una mano fermissima che spara almeno sei colpi. L’uomo che indossava il casco integrale sarebbe poi fuggito per via Vittorio Veneto a tutta velocità sulla moto di grossa cilindrata.

Cavallito è stato sottoposto a due interventi chirurgici, andati avanti fino alle 5: ora è ricoverato in rianimazione in prognosi riservata. Ha riportato lesioni a diversi organi, nonché agli arti e al volto. Proseguono senza sosta, intanto, le indagini della Polizia, che sta raccogliendo testimonianze ed eseguendo perquisizioni. Gli investigatori hanno già visionato le videocamere di sorveglianza della zona: le immagini confermano che a sparare è stata una sola persona, arrivata e fuggita in moto. Otto i bossoli rinvenuti sul posto dalla Polizia.

“Le modalità sembrano sicuramente da regolamento di conti. Chi ha sparato è un professionista, non è uno che è uno che ha improvvisato aveva dichiarato ieri sera Carlo Masci, sindaco di Pescara – È arrivato con il motorino, lo ha lasciato lontano, è entrato nell’area antistante il bar e ha sparato a sangue freddo. Incredibile. Questo è un episodio che ha un livello più alto di delinquenza – ha sottolineato Masci – È diverso da tutti quelli che si sono verificati negli ultimi tempi e ci richiama un po’ al periodo della banda Battistini e dell’omicidio Ceci. Anche lì ci fu un omicidio mirato”. Il primo cittadino fa riferimento all’omicidio del 20 gennaio 2012 quando Italo Ceci, 60 anni, pregiudicato ex banda Battistini, nota nel pescarese per le rapine, venne ucciso a colpi di pistola mentre chiudeva il suo negozio in pieno centro a Pescara.

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