“Instagram puoi censurarmi quanto vuoi ma non puoi censurare la tro*a radicale che è in me mi disp”. Giorgia Soleri risponde così, con un post provocatorio e dissacrante alle regole di Instagram che hanno determinato la censura della sua immagine in topless. “Il tuo contenuto di tipo ‘storia’ viola le nostre linee guida in materia di adescamento di adulti”. Così legge nello screenshot che l’influencer non esita a pubblicare subito dopo. L’attivista femminista, scrittrice e modella, sarebbe anche un’adescatrice. Magari fra un autografo sulla prima pagina del libro “La signorina nessuno”, un’azione di sensibilizzazione sul dolore pelvico femminile e un intervento sulla libertà di espressione delle donne.

Ma c’è una parola che le comprende tutte o quasi. E’ lei stessa a suggerirla. A sdoganarla. “C’è Chiara Ferragni che è un’imprenditrice digitale, io sono un’adescatrice digitale. Come è andata? E’ lei stessa a raccontarlo. Giorgia si sta godendo un po’ di sole sulla spiaggia, sdraiata sul lettino in topless, quando due signore la riconoscono e le chiedono di fare uno scatto insieme. Vuole mettersi qualcosa addosso ma le due donne le dicono che per loro non c’è bisogno che si copra: “No tranquilla chi se ne frega”.

Giorgia, è contenta di questa nonchalance delle due signore, nemmeno giovanissime “Super happy, super libere, non gliene fregava niente”. Pubblica allora la foto su Instagram, ma con i capezzoli coperti da emoticon. Poco dopo arriva la notifica scioccante. “Ho scoperto di essere un’adescatrice di adulti”, spiega con un misto di rabbia e ironia. Lei, che proprio sui social è diventata per le donne un’icona nella lotta all’affermazione di nuovi diritti, non ci sta proprio a farsi mettere all’angolo. E si dichiara pronta ad andare avanti all’infinito anche nella battaglia contro pregiudizi e moralismi, anche da parte dei social.

Sono di pochi giorni fa gli scatti di lei al ristorante in reggiseno di pizzo. E anche quelli delle sue ascelle non depilate e del volitivo congiungimento delle sopracciglia nelle parte centrale del viso. Perché si mostra così? Subito viene in mente il film di Carlo Verdone “Viaggi di Nozze” del 1995, dove nella parte l’attrice Manuela Arcuri mostra agli amici il suo nuovo look. Un’ascella con cespuglio selvaggio e l’altra no. Ma è una scena che esprime la sensazione di vuoto di un gruppetto di amici che non sanno più cosa inventarsi per uscire dall’ordinario. Niente a che vedere con Giorgia Soleri. La memoria in questo caso va molto più indietro. Agli anni ’70 e ’80. Alle spiagge italiane in cui quasi tutte le donne erano in topless, dalle giovani alle anziane. Non coprirsi il seno era normale e non destava alcuna attenzione. Era il segno di una libertà del corpo raggiunta a fatica dal femminismo. Eravamo tutte adescatrici allora?

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