In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, Flavio Briatore parla anche del rapporto con il figlio Nathan Falco. In lui vede “un piccolo Briatore con molto più culo di me. Io non avevo un papà come Flavio Briatore, purtroppo o per fortuna. Ma è una bella differenza. Cerco sempre di farglielo capire, perché essendo un predestinato deve lavorare più degli altri… Perché ha molte più responsabilità di quante ne avevo io alla sua età. Dovevo solo pensare ad andare a scuola, poi a casa il sabato per far festa mangiavamo il pollo. Durante la settimana invece ci toccava la polenta con le castagne. Non avevo la bicicletta… Sia io che Elisabetta speriamo che il privilegio di Falco si trasformi in rabbia e determinazione, in voglia di emergere ancora di più”. E il manager ha paura che Falco possa prendere la strada sbagliata? “Se uno ha una forte personalità non si fa traviare. Di compagnie sbagliate ne ho incontrate centinaia in vita mia, ma non le ho mai seguite. Quando vivevo a New York circolavano droghe di ogni tipo, a me non interessavano, eppure la gente con cui uscivo le prendeva. A mio figlio l’ho spiegato in modo chiaro… Uno che si fa traviare da un amico è un cretino, gli ho detto proprio così. Significa che non ha carattere. Oggi i ragazzi vivono di social media, di Tik Tok, il rischio è su quei canali“.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti.

Ma anche essere parte attiva di una comunità con idee, testimonianze e partecipazione. Sostienici ora.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

“Ecco cosa mangio in un giorno”: attenzione agli ‘influencer della salute’ che spopolano su Tik Tok. La dietista: “Incommentabile”

next