Con il 50,5 per cento dei voti Gustavo Petro è il nuovo presidente della Colombia. Economista, 62enne, senatore e leader della coalizione di sinistra Pacto Histórico, Petro sarà il primo politico di sinistra a ricoprire la più alta carica istituzionale nella storia del Paese sudamericano. Al suo fianco, avrà la vicepresidente Francia Márquez, 40 anni, prima donna nera a svolgere questa funzione. L’ex guerrigliero, con circa 700mila voti in più, ha sconfitto l’imprenditore immobiliare milionario Rodolfo Hernandez (47,26%). L’esito è arrivato alla fine di un ballottaggio elettorale nel corso del quale hanno votato 21,6 dei 39 milioni di elettori aventi diritto.

Le elezioni si sono svolte in un clima sociale esasperato dai problemi della disuguaglianza crescente, dell’inflazione e della violenza. Questi fattori hanno spinto gli elettori del primo turno elettorale del mese scorso a punire i partiti tradizionali, di centro e di destra, che governavano da tempo e a scegliere i due outsider politici per il ballottaggio. Durante il discorso dopo la vittoria, Petro ha lanciato un appello all’unità e ha offerto un ramoscello d’ulivo ad alcuni dei suoi critici, aggiungendo che tutti i membri dell’opposizione saranno accolti al palazzo presidenziale “per discutere i problemi della Colombia”. “Da questo governo che sta nascendo non ci saranno mai persecuzioni politiche o legali, ci sarà solo rispetto e dialogo”, ha spiegato, sottolineando che ascolterà chi ha alzato le armi oltre a “quella maggioranza silenziosa di contadini, indigeni, donne e giovani”. Hernandez, la cui campagna elettorale si è basata su una lotta contro la corruzione, ha ammesso la sconfitta poco dopo l’annuncio dei risultati. “Accetto il risultato, come dovrebbe essere, se vogliamo che le nostre istituzioni siano salde”, ha dichiarato in un video sui social network.

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