L’obbligo di mascherina all’esame di maturità è diventato un caso politico. Dal 1 maggio le mascherine non sono più obbligatorie in bar, ristoranti e stadi, ma lo sono ancora, in classe, fino alla fine dell’anno scolastico e dunque lo saranno anche per gli esami di maturità e di terza media come stabilito nel provvedimento di marzo che ha previsto le nuove regole per la gestione dei positivi a scuola. Ieri appariva remota l’ipotesi che di un intervento con un nuovo decreto o una modifica legislativa a quello ora divenuto legge che permetta ai maturandi di sostenere l’esame senza mascherina: non vi sarebbero neppure i tempi tecnici per farlo. E oggi sul punto intervenuto il ministro della Salute, Roberto Speranza che ha dichiarato: “Per la scuola noi rispettiamo la norma vigente sulle mascherine, noi lavoriamo per avere il prossimo anno una condizione epidemiologica molto diversa”. Insomma i maturandi dovranno indossarla con la prospettiva che nelle aule l’anno prossimo alunni e studenti non saranno obbligati.

La polemica è stata innescata da due sottosegretari all’Istruzione, Floridia e Sasso e alcuni politici come Matteo Salvini. Più prudenti i sindacati della scuola che lunedì sciopereranno contro le nuove regole sul reclutamento dei prof. L’ultimo giorno del suono della campanella nelle scuole è diversa da Regione a Regione ma molte prevedono la fine delle lezioni per l’8 giugno. Subito dopo partiranno gli esami di terza media (le date vengono stabilite dai singoli istituti) e, dal 22 giugno, gli esami di maturità. Le commissioni d’esame saranno composte da un presidente esterno e da sei commissari interni e a giorni si avrà l’abbinamento dei presidenti alle rispettive commissioni. La prima prova scritta, italiano, è predisposta su base nazionale: ai candidati saranno proposte sette tracce con diverse tipologie. Il 23 giugno si proseguirà con la seconda prova scritta, diversa per ciascun indirizzo. Tutti in classe per la prova finale. E con la mascherina.

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