Il rublo ingrana la retromarcia sul dollaro dopo che la Banca centrale russa ha tagliato di tre punti percentuali il costo del denaro riducendolo dal 14% all’11%. La moneta russa perde circa il 3% sul dollaro con cui viene scambiata 62 a 1. “Gli ultimi dati settimanali evidenziano un significativo rallentamento dell’attuale tasso di crescita dei prezzi. Le pressioni inflazionistiche si allentano in scia alle dinamiche del tasso di cambio del rublo e al rilevante declino delle aspettative di inflazione di famiglie e imprese”, afferma la Banca di Russia. “Ad aprile – si legge nella nota – l’inflazione annuale ha raggiunto il 17,8%, tuttavia, in base alle stime al 20 maggio, ha rallentato al 17,5%, diminuendo più velocemente che nelle previsioni di aprile della Banca di Russia”.

Dopo aver subito un crollo nei giorni successivi all’invasione dimezzando il suo valore nei confronti del dollaro, il rublo ha gradualmente recuperato terreno attestandosi ora che la valuta che è cresciuta di più da inizio anno. La Russia continua a ricevere i pagamenti per i suoi idrocarburi che, per effetto dell’andamento delle quotazioni, risultano anzi superiori di circa il 50% rispetto a un anno fa. Le sanzioni hanno però ridotto drasticamente l’import di Mosca. Questo fa si che l’avanzo commerciale del paese sia sempre più ampio (96 miliardi di dollari nei primi 4 mesi del 2022) e che la moneta nazionale venga quindi spinta al rialzo. Una dinamica che, se duratura ed eccessiva, comporta una penalizzazione per l’export (per chi compra dall’estero i prodotti russi costano di più) anche verso quei paesi che non hanno adottato le sanzioni.

Subito dopo l’invasione dell’Ucraina la banca centrale russa aveva introdotto una serie di vincoli ai movimenti di capitali e alzato i tassi fino al 20% per contenere la caduta del rublo, ora si trova a maneggiare il problema opposto, una moneta troppo forte. “I prossimi trimestri non saranno facili“, ha detto la governatrice della banca centrale Elvira Nabiullina . “L’economia si sta gradualmente adattando alla nuova situazione e per aziende e cittadini saranno cambiamenti difficili”. Analisti esterni sono scettici sul fatto che la corsa del rublo, a fronte di un avanzo commerciale in continua crescita, possa essere arginato solo con misure della banca centrale. Pochi giorni fa il presidente Vladimir Putin ha rimarcato come l’economia russa stia reagendo “abbastanza bene” alle sanzioni occidentali. “I Paesi che aspirano a danneggiare la Russia con le sanzioni danneggiano sé stessi” ha affermato oggi Putin aggiungendo che – “La Russia sta diventando un po’ più forte grazie alle sanzioni”. Ieri gli Stati Uniti hanno confermato il blocco dei pagamenti russi delle cedole sui bond denominati in dollari e detenuti da risparmiatori statunitensi. Una mossa che spinge Mosca verso un default pilotato.

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