Quando si sono aperte le portiere della Range Rover, Sua Maestà è scesa dall’auto ed è scattato l’inno nazionale, in molti hanno tirato un sospiro di sollievo: Elisabetta II è in forma, si è ripresa dalle indisposizioni delle ultime settimane e non ha rinunciato ad uno degli eventi che ama di più in assoluto. E così ieri sera la Sovrana 96enne ha presenziato alla cerimonia conclusiva del Royal Windsor Horse Show, due ore di grande spettacolo nel parco del castello di Windsor, a due passi dalla sua residenza, dov’è andata in scena una rievocazione storica con Helen Mirren nei panni di Elisabetta I e la sfilata di bande militari di molti Paesi oltre che di 600 cavalli, tra cui il pony nero che la Regina cavalca da molti anni.

Insomma, la pesante assenza della scorsa settimana al Queen Speech, il discorso di apertura del Parlamento durante il quale si è fatta sostituire dal figlio, il principe Carlo, sembra acqua passata. Compresi i dubbi sulla sua salute. La Regina è scesa dall’auto e ha camminato con l’aiuto dell’ormai inseparabile bastone, ma è apparsa in ottima forma estetica (cotonatura impeccabile, trucco perfetto coordinato all’abito azzurro da sera e alla cappa di cachemire con lustrini) e fisica. Tanto che il protocollo aveva previsto che Queen Elizabeth potesse lasciare il palco reale in qualsiasi momento, lei invece ha restituito fino alle fine della serata e senza segni di cedimento. Anzi. Ha riso, ha applaudito e si è anche commossa quando durante la sfilata è apparsa Lady Louise Windsor, la sua amata nipote diciottenne – figlia del principe Edoardo – che guidava il calesse appartenuto al principe Filippo, scomparso lo scorso anno. Certo, i 96 anni incidono sulla salute e allungano i tempi di recupero, i problemi di mobilità non mancano ma tutto lascia ben sperare per i festeggiamenti del Giubileo di Platino, previsti dal 2 al 5 giugno a Londra, tra parate d’onore, l’omaggio acrobatico dell’aeronautica inglese e l’attesissimo Trooping the Colour. Al termine della quale la Regina si affaccerà sul balcone di Buckingham Palace assieme al resto della Royal Family (esclusi salvo colpo di scena Harry e Meghan e pure il figlio, Andrea di York).

A Palazzo in molti sperano la grande festa per i 70 anni di regno di Elisabetta serva anche a rivitalizzare la popolarità della monarchia inglese, che negli ultimi tempi ha subito un nuovo in calo: un sondaggio pubblicato nei giorni scorsi dall’Observer ha infatti rivelato che il sostegno dell’opinione pubblica alla monarchia è crollata dal 70 al 60% e le cose si mettono ancora peggio guardando i dati della Scozia, dove secondo il Guardian appena il 45% afferma di sostenere la monarchia. Non a caso molti osservatori hanno visto come un segnale preoccupante ciò che è accaduto poche sere fa allo stadio di Wembley, alla finale della Coppa d’Inghilterra vinta dal Liverpool contro il Chelsea: i tifosi prima hanno fischiano apertamente l’inno God save the Queen, poi hanno platealmente preso di mira il principe William, presente all’evento anche in veste di presidente della Federcalcio. Il duca di Cambridge è stato fischiato sia quando è stato presentato dallo speaker alla folla sia quando ha iniziato a stringere la mano ai giocatori. E i fischi hanno raggiunto il loro apice proprio durante l’inno nazionale, con alcuni tifosi che facevano dei gestacci osceni con le mani. A tre settimane dal Giubileo di Platino un altro brutto colpo per la Regina.

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