Alcune persone sembrano avere una dote innata nel flirtare con l’altro sesso. Mentre altri tendono ad essere così impacciati che fanno addirittura fatica a parlare con coloro per cui hanno un debole. Tuttavia, flirtare può essere una dote che si acquisisce e ora un nuovo studio elenca quali sono le migliori tattiche. Gli scienziati del Dipartimento di Psicologia della NTNU (l’Università norvegese di scienza e tecnologia), insieme ad altri colleghi di istituti internazionali, hanno analizzato i diversi tipi di corteggiamento, o più specificamente di “flirt”, e la loro efficacia. Hanno così scoperto che le tattiche migliori differiscono a seconda del sesso e dello scopo, cioè una relazione breve o lunga. Ma a quanto pare non differiscono per cultura.

I risultati, pubblicati sulla rivista Evolutionary Psychology, mostrano che le donne vogliono che gli uomini siano divertenti e generosi, mentre gli uomini preferiscono che le donne ridano alle loro battute e che appaiano “sessualmente disponibili”, se interessate. “Flirtare comporta diversi segnali che le persone si scambiano per attirare potenziali partner”, spiega Leif Edward Ottesen Kennair, professore presso il Dipartimento di Psicologia della NTNU. Kennair fa parte del gruppo di ricerca che ha studiato il flirt sia in Norvegia che negli Stati Uniti. “Uomini e donne flirtano entrambi per ottenere l’attenzione del partner desiderato – aggiunge – e in certi casi per ottenere un risultato sessuale o romantico”.

Andando al dunque, i ricercatori hanno scoperto che le donne che dal flirt vogliono solo un’avventura di breve durata devono mostrarlo chiaramente al loro potenziale partner. “Le persone considerano i segnali di disponibilità sessuale i più efficaci”, afferma Kennair. Mentre gli uomini che cercano una relazione lunga e stabile possono avere successo mostrando di essere generosi e di volersi impegnare. Di conseguenza, secondo i ricercatori, gli uomini che vogliono mantenere un partner per un periodo di tempo più lungo, forse per tutta la vita, non dovrebbero apparire avari o ingenerosi, o come chi preferisce cambiare frequentemente partner.

Lo studio ha individuato anche l’arma più potente nell’arsenale del flirt: l’umorismo. L’umorismo funziona quasi sempre per tutti, secondo i ricercatori. “La gente pensa che l’umorismo, o essere in grado di far ridere un’altra persona, sia più efficace per gli uomini che cercano una relazione a lungo termine”, sottolinea Kennair. “È meno efficace per le donne che cercano un’avventura di una notte”, precisa. “Ma ridere o ridacchiare alle battute dell’altra persona è una tattica di flirt efficace per entrambi i sessi”, aggiunge lo scienziato. Anche la coautrice dello studio, Rebecca Burch della State University di New York a Oswego, lo ribadisce: “Non solo è efficace essere divertenti, ma per le donne è molto importante mostrare al suo potenziale partner che pensa che sia divertente”. Ma sebbene l’umorismo sia qualcosa che si dovrebbe mettere nel proprio armamentario per il flirt, i ricercatori hanno detto che le persone non dovrebbero necessariamente iniziare il corteggiamento con esso. “Il sorriso e il contatto visivo sono importanti”, dice Kennair. “Quindi puoi sviluppare le tue abilità di flirt da quella base, usando tattiche più avanzate”, aggiunge.

I ricercatori hanno applicato la teoria delle strategie sessuali come struttura del loro lavoro. Varianti di questa teoria sono state utilizzate anche in altri contesti che trattano di come uomini e donne procedono alla ricerca di partner. Questa è la prima volta però, secondo gli studiosi, che la teoria viene utilizzata per esaminare l’efficacia del flirt. I ricercatori hanno intervistato quasi 1000 studenti in Norvegia e negli Stati Uniti. I partecipanti hanno valutato quanto fossero efficaci 40 diversi tipi di flirt per una relazione a lungo o breve termine. I ricercatori hanno preso in considerazione l’estroversione, l’età, la religiosità dei partecipanti, quanto fosse disposta la persona ad avere una relazione e altre circostanze ritenute rilevanti. “Le differenze individuali di età, religiosità, estroversione, attrattiva personale e preferenze per le relazioni sessuali a breve termine hanno avuto poco o in certi casi nessun effetto su quanto gli intervistati considerassero efficaci le varie tattiche di flirt”, affermano i ricercatori. La nostra personalità appare quindi solo marginalmente rilevante in relazione alla nostra valutazione dei flirt altrui. “Tuttavia, crediamo che le caratteristiche personali influenzino in maniera rilevante il tipo di flirt che le persone impiegano”, concludono gli studiosi.

Articolo di Gianmarco Pondrano Altavilla

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