Il rendimento del Bund, il titolo di stato decennale tedesco, tocca quota 1% per la prima volta dal 2014. In risalita, anche oggi, sono i rendimenti di tutti i bond europei nell’attesa di un’accelerazione della stretta monetaria da parte della Banca centrale europea. Un Btp italiano paga ormai quasi il 2,9% (il 2% in più di un anno fa), l’ equivalente francese l’1,53%, quello spagnolo il 2,05%. Sostanzialmente stabili gli spread, i differenziali di rendimento tra i titoli dei diversi paesi, visto che i rialzi odierno sono simili per tutti. I mercati puntano per quest’anno a un aumento di 25 punti base dei tassi nella zona euro, con un’accelerazione della stratta dovuta all’inflazione.

Oggi e domani si riunisce la Federal Reserve, la banca centrale statunitense, che dovrebbe decidere un nuovo rialzo del costo del denaro dello 0,5%. Un titolo di stato decennale statunitense rende oggi il 3%, tasso più elevato dal 2018. Questo spiega anche il progressivo rafforzamento del dollaro nei confronti di euro e altre valute. Giovedì è attesa una mossa anche da parte della Bank of England che dovrebbe alzare i tassi di un altro 0,25% portandoli all’1%, il livello più alto degli ultimi 13 anni. A testimonianza di come l’inflazione sia problema comune è diffuso la decisone di stamane della banca centrale australiana che ha portato i tassi dallo 0,1 allo 0,35%.

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