“Ho ucciso mia moglie, se andate a casa trovate il suo corpo”. Lo ha confessato un 62enne che venerdì sera si è presentato in Questura a Rimini dopo aver accoltellato a morte la donna con cui conviveva da più di 40 anni. Erano in casa della figlia e i nipotini dormivano nella stanza a fianco. Nell’appartamento alla prima periferia della città, a Viserba di Rimini, dove era già arrivata anche una pattuglia dell’Arma dei carabinieri, gli agenti hanno trovato il corpo della donna con evidenti ferite da coltello alla gola. Lo scorso 28 febbraio la vittima lo aveva denunciato e non era la prima volta che chiedeva aiuto alle forze dell’ordine per le intemperanze del 62enne, paziente del servizio igiene mentale all’Ausl per un disturbo certificato da sindrome ansiosa bipolare.

Il 30 settembre aveva messo le mani al collo della moglie che però in quell’occasione non aveva voluto procedere a denuncia. Le minacce però non si erano fermate e qualche tempo lei si è convinta a farlo. In Procura c’è dunque un fascicolo per maltrattamenti in famiglia. Sentita più volte, secondo quanto riferito dal procuratore capo Elisabetta Melotti la donna non aveva mai parlato di atteggiamenti violenti del marito ma solo di minacce dovute, secondo lei, ad una patologica gelosia. Pur non sentendosi in pericolo di vita, la donna il 4 gennaio aveva chiesto l’intervento dei carabinieri e di un’ambulanza perché scossa dalle minacce subite dal marito. Secondo gli inquirenti, aveva rifiutato il trasferimento in una casa protetta vivendo sullo stesso pianerottolo della figlia ed essendo quindi convinta di trovarsi al sicuro.

Secondo le prime ricostruzioni, venerdì sera tra i due è scoppiato un litigio che l’assassino ha attribuito a “motivi di gelosia”. L’uomo ha preso un coltello a serramanico, ha inseguito la moglie in cucina e l’ha colpita con diverse coltellate, tra cui una alla gola, rivelatasi fatale. Inutili tutti i tentativi di soccorso, quando il personale del 118 è arrivato sul posto per la donna non c’era più nulla da fare. Il 62enne è stato quindi arrestato in flagranza e dopo l’interrogatorio reso durante la notte al magistrato, è stato portato in carcere a Rimini.

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