Papa Francesco ha suggerito di contrastare la guerra in Ucraina con la preghiera e il digiuno. Egli ha anche fatto visita all’ambasciatore di Russia; sospetto che vorrebbe recarsi a Mosca, dove però non sarebbe accolto. La non-violenza può prevalere sulla guerra? So solo che l’Armata Russa, rifiutando ogni offerta negoziale, sotto ai nostri occhi s’appresta a ridurre un popolo in schiavitù e/o a commettere un genocidio che la resistenza e gli aiuti militari non riescono a fermare.

Per la pace, è dunque doveroso mettere alla prova anche gli strumenti della non-violenza. A parte le sanzioni (ancora deboli), l’altro strumento indicato è… la preghiera. Si può certo pregare e digiunare. Ma poi Dio, se interviene, lo fa solitamente tramite gli Uomini. Quali Uomini?

Nessun dittatore si mantiene al potere da solo: le sue sorti dipendono sempre da una minoranza privilegiata le cui preghiere di norma il dittatore ascolta. Perciò si tratta di pregare (e incentivare) quella minoranza, nella speranza che qualche cuore (o portafoglio) s’intenerisca. Quella minoranza a sua volta vive in simbiosi o in rapporto con i suoi clientes… le cui preghiere qualche volta ascolta.

Insomma, detto in modo più moderno: anche in Russia ci sono gli influencer. Devono diventare il target di una campagna di sensibilizzazione dei nostri influencer più appropriati (chi ha potere ha responsabilità). E dobbiamo chiederla noi privati cittadini, perché i governi su questo terreno hanno limiti evidenti.

Ed allora, ecco il punto. Chiedo ai capitani di Inter (Samir Handanovič), Milan (Alessio Romagnoli) e Juventus (Giorgio Chiellini) – le tre squadre italiane più famose – di coordinare un appello, condiviso con altri colleghi italiani ed europei, ai calciatori delle principali squadre russe, affinché questi chiedano alle istituzioni russe di: fermare la guerra; ritirare le truppe; e aprire negoziati leali e rispettosi dei legittimi interessi di tutti. Il calcio è il principale spettacolo in Russia, e i calciatori sono degli influencer.

Una simile iniziativa potrebbe fungere da modello per altri settori europei (sportivi, cantanti, attori, industriali, ecc.) i quali potrebbero rivolgere ai loro omologhi russi questa semplice preghiera: chiedete ai vostri leader di fermare la guerra. “Ci vuol altro”? Non vinci la lotteria se non compri un biglietto! O due. Altre iniziative oranti sono auspicabili.

Nel 452 Papa Leone Magno andò personalmente da Attila e lo convinse contro ogni aspettativa a ritirarsi dall’Italia. E allora, che i leader, e le persone note, di ogni settore, dall’Occidente vadano a Mosca: non a minacciare, non a negoziare, ma a pregare… Putin! Vadano loro che possono a rappresentarci, anche a Kiev, a Odessa, a Kharkiv, passando fra i carri armati, ad incontrare i sindaci locali, o in visita di Stato. Rischiando la vita: tanto si chiede ai leader – Zelensky docet – in questi frangenti. Come minimo non lasceremmo morire gli ucraini da soli; non ci vergogneremmo troppo; e mostreremmo a Putin che anche noi siamo di buona pasta.

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