In Ucraina sono attualmente in funzione quattro centrali nucleari, con complessivamente 15 reattori operativi: tra queste c’è l’impianto di Zaporizhzhia, oggetto degli attacchi nella notte tra giovedì e venerdì, che è la più grande centrale d’Europa. Non è invece più attivo il sito di Chernobyl, teatro della storica esplosione del 26 aprile del 1986, che è stato chiuso definitivamente il 15 dicembre 2000.
Delle quattro centrali attive, due sono nel sud del Paese (Zaporizhzhia, con 6 reattori, e la centrale nucleare Ucraina del sud, con 3 reattori) e le altre due a Nord-Ovest (Rivne, con 4 reattori e Khmelnitsky con due reattori). Grazie a questi 15 reattori viene generata circa metà dell’energia elettrica del Paese.

“Il vero problema della centrale di Zaporizhzhia è che, come tutte le centrali nucleari, utilizza del combustibile che dopo un certo numero di anni deve essere sostituito ma è molto ‘caldo’, come diciamo noi fisici, molto radioattivo e viene messo dentro delle piscine a raffreddare. La paura della Aiea, che non lo ha scritto ma che – dice all’AdnKronos Maurizio Martellini, fisico nucleare, professore all’Università dell’Insubria presso il Dipartimento di Scienza e alta tecnologia (Disat) – è che un missile possa finire su una di queste piscine di raffreddamento del combustibile nucleare spento, cosa che causerebbe una catastrofe molto più grave di Fukushima e Chernobyl”.

Intanto il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Rafael Mariano Grossi è “pronto ad andare a Chernobyl” per rispondere alle domanda di assistenza giunta da Kiev che non dobbiamo ignorare. Grossi si è offerto di andare a Chernobyl per negoziare con l’Ucraina e la Russia e cercare di garantire la sicurezza dei siti nucleari ucraini. “Ho indicato sia alla Federazione Russa che all’Ucraina la mia disponibilità a recarmi a Chernobyl il prima possibile”, ha detto ai giornalisti il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. “Entrambe le parti stanno valutando” la possibilità, ha aggiunto.

L’obiettivo del viaggio, ha continuato, è quello di discutere con entrambe le parti un “contesto” per salvaguardare la sicurezza e il funzionamento dei siti nucleari ucraini. Il 24 febbraio scorso la Russia ha sequestrato il sito del disastro di Chernobyl del 1986 che nel tempo ha causato migliaia di morti e ha diffuso la contaminazione radioattiva a ovest di tutta l’Europa. Grossi ha precisato che qualsiasi viaggio si svolgerebbe dopo il suo ritorno da Teheran di sabato dove sono previsti colloqui con alti funzionari iraniani sulle questioni in sospeso che l’Aiea ha sulle attività nucleari in siti non dichiarati in Iran.

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