Questa mattina Arianspace, la prima azienda mondiale nel trasporto spaziale commerciale (con sede principale in Francia), ha comunicato che l’Europa ha sospeso tutti i lanci dei lanciatori Soyuz – a bordo dei razzi vi sono satelliti per le connessioni Internet, ma sono stati sospesi sei giorni fa anche i lanci del centro spaziale europeo di Kourou (nella Guyana francese) e quelli della base russa di Baikonur, nel Kazakistan. L’azienda ha precisato di “attenersi rigorosamente alle sanzioni decise dalla comunità internazionale – Unione Europea, Stati Uniti e Regno Unito – dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia”.

La decisione è resa nota a seguito della dichiarazione dell’agenzia spaziale russa Roscomos, che aveva a sua volta annunciato che la base spaziale di Baikonur stava rimuovendo il razzo Soyuz-2.1b, il cui lancio era previsto per oggi: il razzo contiene 36 satelliti della costellazione OneWeb, con base nel Regno Unito, funzionali appunto per le connessioni internet. Il tema del ruolo di internet satellitare nella guerra era già stato portato all’attenzione mediatica dopo che la compagnia SpaceX di Elon Musk aveva esteso all’Ucraina i servizi per l’Internet globale, attraverso i propri satelliti. I rapporti tra OneWeb e Roscomos negli scorsi giorni sono diventati progressivamente più tesi, finché Oneweb non aveva dichiarato la sospensione dei lanci dei suoi satelliti dalla base russa di Baikonour. L’agenzia russa aveva già incassato un altro duro colpo dalla Germania, che ha cessato ogni tipo di cooperazione bilaterale con la Russia.

Da Roscomos hanno dichiarato quindi che “il programma spaziale russo sarà adeguato al contesto delle sanzioni, la priorità sarà la creazione di satelliti nell’interesse della difesa”. In un’intervista alla tv Russia24, Rogozin – direttore di Roscomos, ha affermato che in risposta alle sanzioni sarà interrotta la fornitura dei motori di razzi agli Stati Uniti. Durante un talk show ha poi attribuito a Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania la colpa della fine della cooperazione internazionale nello spazio e ha annunciato pesanti contro-sanzioni che “porteranno a miliardi di perdite per Stati Uniti e Regno Unito”, prefigurando anche il fallimento di OneWeb, se Roscosmos decidesse di annullare i suoi lanci. Oltre alla guerra nello spazio, continua anche la cyber-guerra dichiarata dagli hacker contro la Russia: Roscomos ha denunciato che la più grande azienda spaziale russa, Energia, ha ricevuto sui suoi server un “massiccio attacco” nella notte di ieri, dichiarando che la funzionalità del sito è attualmente ripristinata: sembra che l’attacco hacker sia stato effettuato da un gruppo vicino ad Anonymous.

Foto dal profilo Twitter di Roscosmos

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