“La situazione è critica: non possiamo stare a guardare ma ognuno deve fare la sua parte”. Da quando è iniziata la guerra, la comunità ucraina di Brescia non ha mai smesso di raccogliere aiuti da inviare alle popolazioni. “In questa guerra ognuno ha il suo ruolo – spiega Olga – c’è chi combatte, chi cura i feriti, chi prepara da mangiare e poi ci siamo noi che inviamo aiuti dall’Italia”. Dopo i bombardamenti sulla città di Kharkiv servono “con urgenza medicinali, antidolorifici, garze, aghi” spiegano alcune donne mentre preparano i pacchi da spedire in frontiera. Ogni giorno in questo magazzino nella periferia sud di Brescia, a Folzano, partono autobus e camioncini pieni di aiuti per gli ucraini e, dopo aver scaricato il materiale, ritornano con a bordo alcuni dei rifugiati che sono scappati dalla guerra e che vengono accolti in Italia. “Tutti noi abbiamo un fratello, una sorella, un figlio o un padre sotto le bombe: chiediamo a tutti di fermarsi e di far finire questa guerra”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti.

Ma anche essere parte attiva di una comunità con idee, testimonianze e partecipazione. Sostienici ora.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Guerra Russia-Ucraina, la Farnesina: “Italiani, partite anche in treno”. Draghi: “Forse Putin ci vedeva impotenti e divisi. Si è sbagliato”

next
Articolo Successivo

Padova, indagato per rivelazione del segreto d’ufficio capocentro Aisi. “Svelò ad attuale direttore Agenas di essere intercettato”

next