“Un atto di guerra che nega il principio dell’autodeterminazione dei popoli e fa precipitare l’Europa sull’orlo di un conflitto globale”. Queste le parole, condivise con un comunicato sul proprio sito, della Segreteria Nazionale dell’Anpi e con le quali l’associazione “condanna fermamente l’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa”. La Rete Italiana Pace e Disarmo (Ripd) chiede, in una nota pubblicata sul proprio sito, un’immediato “stop alle ostilità, sostegno umanitario e protezione dei civili, e poi disarmo e demilitarizzazione della zona: sono questi i primi passi da percorrere su ‘una strada di vera Pace e riconciliazione’ in Ucraina secondo le organizzazioni pacifiste, che condannano fermamente l’aggressione militare avviata dalla Federazione Russa questa notte”.

L’associazione dei partigiani auspica che “non si avvii una ulteriore escalation militare come reazione all’invasione, ma che si lavori per l’immediato cessate il fuoco riaprendo un canale diplomatico”. L’Anpi chiede inoltre che “l’Italia rimanga fuori da ogni operazione bellica nel pieno rispetto dell’art. 11 della Costituzione e che l’Unione Europea, la Russia, gli Stati Uniti d’America e la Nato ripensino criticamente ad una politica che negli ultimi 15 anni ha determinato crescenti tensioni e incomprensioni”. In conclusione la Segreteria nazionale dell’Anpi “fa appello alle forze sociali e politiche e a tutti i cittadini per una immediata e grande mobilitazione unitaria per il ritiro delle forze armate russe dall’Ucraina e per la pace, a cominciare dalla manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma sabato 26 febbraio”.

Anche la Rete invita “tutti i pacifisti italiani a partecipare alle iniziative di mobilitazione già convocate in tutta Italia e invita in particolare alla mobilitazione prevista a Roma in Piazza SS. Apostoli alle 11 di sabato 26 febbraio”. La federazione chiede quindi all’Italia, all’Europa e alle istituzioni internazionali di impegnarsi per un cessate il fuoco immediato, “con principi di neutralità attiva ed evitando qualsiasi pensiero di avventure militari insensate”. Alla Russia chiede il ritiro delle forze militari dispiegate nel territorio ucraino “e la revoca immediata del riconoscimento dell’indipendenza delle Repubbliche del Donbass”, regione alla quale, si legge più avanti, l’Ucraina deve riconoscere piena autonomia, in “rispetto della popolazione russofona”. La gestione della crisi, poi, dovrebbe essere affidata, secondo la Rete, alle Nazioni Unite, “con gli strumenti della diplomazia, del dialogo, della cooperazione, del diritto internazionale”.

Giovedì 24 febbraio, in piazza della Scala a Milano, dalle 18.00 si terrà invece un presidio organizzato da Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Arci e Acli a sostegno di una soluzione diplomatica per la crisi che si sta determinando in Ucraina. A comunicarlo è la Cgil stessa con un post sulla sua pagina Facebook e con un comunicato sul sito della propria testata Collettiva.it dichiarando che “la vita, il benessere e la sicurezza di milioni di persone sono concretamente messe a rischio da questa escalation” e, ribadendo il contenuto dell’articolo 2 del suo Statuto, conferma di “ispirare la sua azione alla conquista di rapporti internazionali in cui tutti i popoli vivano insieme nella sicurezza e in pace, impegnati a preservare durevolmente l’umanità e la natura, liberi di scegliere i propri destini e di determinare le proprie forme di governo”.

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