“Sono una belva tante volte ferita che però alla fine ha sempre saputo dare la zampata definitiva”. Paola Ferrari esordisce così, nella sua intervista a Francesca Fagnani andata in onda proprio per “Belve” su Rai2. Zampatine, zampatelle, zampatone una dietro l’altra. Un botta e risposta a tutto tondo, che tocca il mondo dello spettacolo e le sue protagoniste, che coinvolge pure (vedremo perché) il mondo dell’editoria italiana, che racconta anche di qualche lontana amicizia pericolosa.

Arriva anche qualche ripensamento. In passato la giornalista sportiva aveva attaccato pesantemente Belen. Non ha cambiato opinione a 180 gradi, rispetto a quando l’aveva descritta furba e priva di talento. Però oggi dice: “E’ molto brava perché pur non avendo un’eccellenza nel ballo e nel canto è stata brava a trovarsi una strada… ho poi scoperto che Belen è molto meglio di tante altre”. Anche su Melissa Satta e Diletta Leotta non ha nessuna critica da cancellare: restano tutte, anche se edulcorate. Sulla Leotta: “Se non fosse per i ritocchini non sarebbe nella posizione in cui si trova. Non trovo sia il prototipo di donna che noi dobbiamo mettere su un piedistallo”. Sulla Satta aveva detto: “La funzione di Melissa è solo quella di dare sostanza a uno stereotipo dei più triti, quello della bella donna che sta lì solo per mettere in mostra le sue belle qualità”. A “Belve” ha voluto chiarire: “Mi riferivo solo allo specifico di certe trasmissioni dove le donne appaiono solo se bellissime”.

Ma anche lei è stata una bellissima donna, incalza la conduttrice. Anche per lei l’avvenenza ha sicuramente giocato un ruolo. Paola Ferrari ribatte: “Ognuno fa quello che vuole. A me non piace ma è una scelta mia”. E incalza: “Il buonismo mi ha stancato, non fa per me”. Ancora più complicato il rapporto con la madre: “Ho vissuto un incubo. Avevo una madre con dei problemi mentali seri: ha cercato per ben tre volte di uccidermi quando ero piccola. Poi, sono riuscita a difendermi e sono scappata via di casa. Ero sola, mio padre era assente e non avevo fratelli che mi proteggessero”.

Si finisce anche per parlare del suo matrimonio. E, inevitabilmente, di editoria. Francesca Fagnani domanda: “Il suo matrimonio con Marco De Benedetti è stato mai davvero a rischio?” La Ferrari risponde: “Ci sono state delle frizioni perché ero contraria alla vendita del gruppo Gedi, perché volevo una eredità futura dal punto di vista della continuità per i miei figli”. E sui rapporti con Carlo De Benedetti? “Mio suocero è l’unico della famiglia con cui ancora parlo”. E il resto della famiglia? “Con gli altri ci sono troppe differenze di visione e quindi mi sono un po’ stancata. Per anni ho cercato un rapporto ma alla fine… separazione diciamo consensuale”.

La Ferrari racconta anche delle amicizie pericolose (a destra) durante gli Anni di Piombo: “Ci fu un caso che non ho mai raccontato ma che mi ha segnato. Fu quando assistetti alla denuncia da parte di un esponente della destra di Gilberto Cavallini, il capo dei Nar insieme a Mambro e Fioravanti: casualmente entrai in una stanza e a quel punto senza volere divenni il testimone oculare di un tradimento pesantissimo. Per questo Gilberto Cavallini che poi evase di prigione mi cercava”. Un periodo di terrore: . “Per mesi avevo paura di tornare a casa la sera”.

Ultimo atto: la rottura della lunghissima amicizia con Daniela Santanchè: “Era un’amica, mi chiese un aiuto e io glielo diedi. Lei si sentiva perseguitata politicamente dal capo del suo partito Fini, cose molto pesanti. Poi ho capito che le cose non erano proprio così, ma non posso dire altro perché coinvolgono persone troppo importanti”. C’è tensione in studio: la Fagnani prosegue decisa e le chiede se non voglia liberarsi proprio in questa occasione. Paola ribatte: “Poi non entro più qui in Rai”.

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