Il governo apre alla proposta del bonus di assistenza psicologica. Dopo la sua bocciatura in Manovra a pochi giorni da Natale, ora sotto la spinta di Pd e M5s la misura potrebbe essere inserita con un emendamento al decreto Milleproroghe. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha spiegato: “Ci stiamo lavorando, già nel Milleproroghe daremo un primo segnale che va in questa direzione”. Un’apertura, anche se timida. Speranza, che ne ha parlato a Mezz’ora in più su Rai 3, ha aggiunto: “Il bonus probabilmente ci sarà per l’assistenza psicologica ma attenzione a pensare che col bonus risolviamo i problemi, perché c’è bisogno di più risorse per l’assistenza territoriale e psicologica con una azione sistemica. Il bonus è un segnale”.

Dopo quasi due anni di pandemia, il governo sembra dare un primo segnale di attenzione al tema della salute mentale. Nel frattempo, alcune realtà territoriali hanno già portato avanti iniziative in questo senso, come la Regione Lazio che ha stanziato 10,9 milioni di euro per l’aiuto ai giovani e alle famiglie. Il deputato Pd Filippo Sensi (che ha presentato l’emendamento specifico al Milleproroghe) ha ricordato che “sono state raggiunte (e superate) le 300mila firme per il bonus psicologo su Change Italia. Adesso questa forza, questa spinta deve tradursi nella realizzazione del bonus che sta facendo il suo cammino in commissione nel Milleproroghe. Il governo c’è, la determinazione di tutti i gruppi anche. Siamo a un passo, ora”.

A fare il punto sulla necessità del bonus sono stati venerdì anche i parlamentari del M5s proprio in commissione Affari sociali della Camera: “A due anni di distanza dall’inizio dell’emergenza Covid non accenna ad attenuarsi l’impatto della pandemia sulla salute mentale. Un crescente disagio confermato dai dati: secondo il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi in questi anni ben 8 persone su 10 hanno sviluppato problemi di malessere psicologico strutturato e 2 su 10 disturbi mentali in senso stretto e più severi”. M5s auspica che nel decreto Milleproroghe arrivino “finalmente le risposte attese” e che il bonus psicologico “rappresenti solo un’iniziale risposta alla necessità di garantire una reale accessibilità alla tutela della salute mentale”, anche di base.

L’incidenza di depressione e ansia fra adolescenti è raddoppiata rispetto a prima della pandemia: un adolescente su 4, in Italia e nel mondo, ha i sintomi clinici di depressione e uno su 5 segni di un disturbo d’ansia. Lo aveva rivelato un’ampia metanalisi pubblicata su Jama Pediatrics, che ha incluso 29 studi condotti su oltre 80mila giovani. L’ultimo allarme arriva da Patrizia Colombari, Direttore SC Psicologia ASL di Vercelli: “Nel corso degli ultimi 15-20 anni sono sempre più evidenti manifestazioni sintomatologiche riferibili a stati di malessere della mente meno gravi, non arruolabili nei disturbi psicopatologici più gravi”. “Queste manifestazioni hanno spesso ricadute gravi sulle condotte di vita, sulle relazioni familiari, sulla gestione del lavoro, con conseguenze economiche devastanti”, ha aggiunto Colombari, sottolineando che “tali situazioni sono esplose in modo evidente in particolare nel 2021 rispetto al 2019, anno pre-Covid’’.

Il bonus ha subito un percorso tortuoso: prima è stato inserito nella manovra di Bilancio e poi tolto pochi giorni prima di Natale. Prevedeva un fondo da 50 milioni e ipotizzava due tipologie di aiuto: un “bonus avviamento” (150 euro) per dare un primo contributo a tutti coloro che pur senza diagnosi di disturbo mentale hanno bisogno di avviare una terapia e un “bonus sostegno” da calibrare in base all’Isee. La Regione Lazio non è l’unica realtà territoriale ad aver approvato una norma specifica per l’aiuto psicologico: dopo l’esclusione del bonus dalla nuova Legge di Bilancio anche il Comune di Rimini ha annunciato che intende correre ai ripari istituendolo a spese proprio per i giovani e le persone economicamente fragili. E anche 21 società scientifiche hanno chiesto l’istituzione del bonus con un documento indirizzato a governo, Parlamento ed enti locali.

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