Una nuova via sul Cerro Torre, la montagna delle Ande Argentine su cui ha trovato la morte. È quella aperta da Corrado Pesce prima di essere travolto da una valanga di neve e pietre. A raccontare l’impresa è Matteo Della Bordella che, con i compagni David Bacci e Matteo De Zaiacomo, ha percorso con l’alpinista gli ultimi trecento metri alla vetta poche ore prima dell’incidente. “Era il più fresco e il più forte, una ‘macchina’, lo descrive Della Bordella. L’incontro in quota risale a giovedì 27 gennaio. “Una piacevolissima sorpresa: incontriamo gli amici Korra e Tomy”, ovvero Pesce e il suo compagno di cordata, l’argentino Tomas Aquilò che, nonostante le ferite, è riuscito a salvarsi. “Mancano circa trecento metri alla vetta e decidiamo di unire le forze per la parte finale. Dal punto di vista mentale seguire una ‘macchina’ come Korra è un vantaggio enorme”.

In cima le due cordate si congratulano per l’impresa, poi le loro strade si dividono. “Tomy e Korra scendono al buio“, di notte, “lungo la parete Nord e, quando raggiungono il luogo dove avevano lasciato sacchi a pelo e materiale da bivacco decidono di riposarsi un paio di ore prima di continuare la lunga discesa”, annota Della Bordella nel report su quanto accaduto. “In quelle due ore, mentre stavano riposando, vengono travolti da un’enorme scarica di ghiaccio e sassi che ferisce gravemente Tomy e ancora più gravemente Korra, il quale rimane completamente paralizzato, impossibile a muoversi, per i traumi riportati”. La cordata di Della Bordella viene a sapere dell’incidente soltanto ore dopo e si unisce alle operazioni di soccorso. Di Korra nessuna traccia, però, “nessuno è stat in grado di localizzarlo. Korra resterà per sempre su quella montagna”.

Pesce faceva la guida alpina a Chamonix. I colleghi lo descrivono come uno degli alpinisti più forti di sempre. Intervistato da Il Corriere della Sera, l’amico Roby ne parla come di un “Puro che non cercava i riflettori come fanno molti”. E Della Bordella conferma, dalle pagine della stessa testata: “Amava la montagna, faceva grandi cose senza cercare il clamore mediatico, ma tra di noi sapevamo che era uno dei migliori”.

Queste invece le parole della sorella su Facebook: “Il Tempo… Ti ha fregato…non potevi prevedere il tempo di ore! E quella Maledetta Valanga… Io non riesco ancora a crederci…. Con te hai portato via una parte di tutti noi…Tua Figlia… I tuoi nipoti per loro eri e sei lo Spiderman sul ghiaccio. Sarà dura mandare giù tutto questo buio che hai creato….Mi piace ricordare che da piccola eri il mio tormento….ma lo facevi solo per proteggermi…Ed ora Sei il Mio Eroe…”.

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