Lo scontro aperto da Luigi Di Maio contro Giuseppe Conte, già pochi minuti la rielezione di Sergio Mattarella, si allarga a parlamentari ed esponenti del governo. Con i 5 stelle storicamente più fedeli all’ex capo politico che si schierano a difesa del ministro degli Esteri. A cominciare dal suo sottosegretario, Manlio Di Stefano. “Questa ripugnante caccia all’uomo verso Luigi Di Maio deve finire e non è degna dei nostri valori”, scrive l’esponente dei 5 stelle sulla sua pagina facebook. Un post in cui Di Stefano difende Di Maio ma non va all’attacco dell’attuale presidente dei 5 stelle. “Né lui né Giuseppe Conte – scrive – sono mai scappati dalle loro responsabilità, se ne hanno non scapperanno nemmeno questa volta, ma questo non deve essere un processo di piazza tantomeno uno scaricabarile”.

Il fronte pro Conte – Si schiera con Conte, invece, Alessandra Todde, viceministra dello Sviluppo economico e vicepresidente dei 5 stelle. “Ho apprezzato e condiviso il metodo inclusivo e trasparente che Giuseppe Conte ha proposto per il Quirinale coinvolgendo subito i capigruppo di Camera e Senato e costituendo una cabina di regia che ha seguito tutte le fasi della trattativa. Di Maio ha partecipato a tutti gli incontri e le sue posizioni sono state discusse, alla pari delle altre, e sintetizzate da Conte che è il leader politico legittimato“. Praticamente la stessa posizione illustrata ieri dall’ex presidente del consiglio, che per replicare alle accuse di Di Maio sui “fallimenti” nelle trattative per il Quirinale, aveva detto “era nella cabina di regia M5s, anche lui chiarirà”. “In questi anni di governo”, continua Todde, “mi sono convinta che esistono due modi di fare politica: chi lavora alla sopravvivenza, cercando il massimo beneficio, e chi invece porta avanti un progetto lavorando in un contesto inclusivo, senza temere di essere collegiale e meritocratico dimostrando che confronto e dialettica sono ricchezza. Io, come tutti quelli che hanno supportato il percorso in questi giorni, non ho dubbi su quale sia la strada giusta”. Secondo Todde “i personalismi, le fazioni, i continui tentativi di indebolire chi è stato legittimato, minano il progetto. È giusto che Di Maio fornisca chiarimenti agli iscritti e sostenitori del Movimento in merito ai comportamenti tenuti negli ultimi giorni”.

Crippa a casa di Conte per parlare delle “modalità di chiarimento” – Insomma il “chiarimento” si fa sempre più necessario e urgente. Già ieri Conte lo aveva evocato in conferenza stampa rispondendo al Fatto quotidiano. E aveva già rimarcato che il confronto avrebbe coinvolto gli iscritti 5 stelle, tendando così di spostare il piano della discussione. La resa dei conti, che tutti ormai si aspettano, non dovrà essere solo sul piano personale tra i due leader: ognuno rispondere delle sue azioni davanti alla comunità M5s. Ancora non è chiaro il come, ma di sicuro servirà un faccia a faccia collettivo (una vera e propria assemblea) per parlare di quanto avvenuto e soprattutto di quello che sarà: le prossime elezioni amministrative, la posizione da tenere su referendum Cannabis e Eutanasia, la deroga alla regola del secondo mandato che tutti chiedono (o temono). Va forse letta in questa chiave la visita che in mattinata Davide Crippa ha compiuto a casa di Conte. “Sono andato a parlare con il presidente di diverse questioni, tra cui ovviamente anche la situazione del Movimento e rispetto alle modalità e al chiarimento si troveranno sicuramente gli spazi e o modi per poterli fare”, dice dopo l’incontro il capogruppo alla Camera dei 5 stelle.

Quelli che vogliono il “confronto trasparente” – Insiste sul chiarimento interno anche il ministro per i Rapporti col Parlamento, Federico D’Incà. “Se qualcuno all’interno del Movimento ha commesso degli errori, ha espresso dissenso o non ha ben compreso i vari passaggi delle cabine di regia lo verificheremo con un confronto interno, così com’è giusto che sia”, ha detto a Radio Anch’io su Rai Radio1. Le due anime dei 5 stelle riusciranno a rimanere insieme? “L’importante – risponde D’Incà – è che in questo momento cerchiamo di condividere un momento di confronto, questo sicuramente è giusto ed è corretto. Io che ho partecipato ai tavoli di regia ho sempre visto un Presidente Conte trasparente e corretto nei confronti dei capigruppo”. Chiede un “confronto trasparente” pure Carlo Sibilia, sottosegretario al Ministero dell’Interno. “Vanno dissipati i veleni e chiarite le posizioni. Ricordo a tutti che ci sono emergenze in corso nel Paese ed è necessario lavorare uniti: nel M5S e dentro il campo progressista, seguendo il percorso avviato da Conte”.

Il caso #DiMaioout e la solidarietà di Brunetta e Beramini per il ministro – Tra i 5 stelle, però, è esplosa anche un’altra questione: diversi profili, su twitter, nelle ultime ore hanno lanciato l’hashtag #dimaioout. I parlamentari più fedeli al ministro degli Esteri, però, si tratterebbe di una manovra sui social. “Ritengo inaccettabile l’utilizzo di bot e profili falsi contro Luigi Di Maio , a cui va la mia solidarietà. Alimentare una macchina del fango contro chi esprime opinioni critiche e chiede un confronto è uno spettacolo poco edificante e ingenera un clima d’odio che nessuno merita”, attacca il deputato Francesco D’Uva. “Contro Luigi Di Maio è partita un’ignobile macchina del fango. Sui social si è scatenato un clima inaccettabile nei confronti di Luigi, bersaglio di account fake pilotati. Condanniamo fermamente questa gravissima ondata d’odio, che è stata sollevata con una vergognosa campagna mirata. Tutta la nostra solidarietà al Ministro Di Maio. Avanti Luigi, siamo al tuo fianco”, scrive su facebook Dalila Nesci, Sottosegretaria per il Sud e la Coesione territoriale. Pure il deputato Andrea Caso mette sotto accusa una presunta e “tremenda macchina del fango contro Luigi Di Maio” che “va assolutamente fermata. Ingiurie e account fake sui social creati ad hoc per spargere odio sono assolutamente inaccettabili”. E a favore del ministro degli Esteri arriva pure un post di Maria Elena Boschi: “Cambiano i destinatari ma non i metodi. #DiMaio #CinqueStelle”, è il tweet della renziana. Poi è arrivato pure Renato Brunetta: “Solidarietà a Luigi Di Maio. Il nostro ministro degli Esteri ha ben altro da fare che occuparsi (e preoccuparsi) di hashtag e tweetbombing. Il Governo è al lavoro per cambiare l’Italia”. Quindi si è aggiunta un’altra berlusconiana come Deborah Bergamini: “Sono solidale col ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Sono ingiustificabili e pericolosi gli attacchi social di cui è vittima in queste ore. La politica, come tutte le altre cose umane, è alquanto complessa. Nessuno spazio ai giudizi sommari e alle espressioni d’odio”, scrive la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento. Poi è toccato a un altro storicamente lontanissimo dai 5 stelle come Andrea Marcucci, uno dei renziani rimasti nel Pd: “Gli attacchi a Luigi Di Maio lasciano sconcertati per la loro gratuità. La mia totale solidarietà al ministro degli Esteri, vittima di una campagna politica sconsiderata”.

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