Non ha riservato sorprese l’autopsia effettuata sul corpo di Lorenzo Parelli, il diciottenne di Morsano di Strada (Udine) deceduto per un incidente sul lavoro nell’ultimo giorno di stage in un’azienda friulana. Il ragazzo ha subito “lesioni cranio encefaliche” che non gli hanno lasciato scampo, dopo essere stato colpito alla testa da una barra in acciaio del peso di un quintale e mezzo. Qualche sorpresa, invece, la riserva la prima fase delle indagini, perché oltre al datore di lavoro, subito indagato, è finito nel registro della Procura anche il nome di un operaio, il primo che aveva soccorso lo sfortunato Lorenzo, studente al quarto anno dell’Istituto tecnico salesiano Bearzi di Udine all’interno del capannone Burimec a Lauzacco.

All’esame autoptico del medico legale Carlo Moreschi era presente Giacomo Flammini, esperto in traumatologia, nominato consulente dall’amministratore unico dell’azienda. L’esito dell’autopsia è stato comunicato al pubblico ministero Lucia Terzariol che ha concesso il nulla osta per la sepoltura. Le indagini, quindi, continuano per ricostruire i fatti e individuare eventuali responsabilità. Fin da subito era emerso il nome del primo indagato per omicidio colposo, Pietro Schneider, 71 anni, assistito dall’avvocato Stefano Buonocore. Adesso si aggiunge quello dell’operaio Claudio Morandini, con gli avvocati Daniele Pezzetta e Alessandro Ventura, che al Messaggero Veneto hanno dichiarato: “Non ha incarichi dentro l’azienda ed è ancora traumatizzato per quel che ha visto ed è successo, essendo stato il primo, o tra i primi, a portargli soccorso”.

Ma intanto la Procura ha iscritto il suo nome, è il motivo potrebbe essere nei verbali dei testimoni ascoltati dai carabinieri del Nucleo investigativo di Udine e della Compagnia di Palmanova, nonché di una prima ricostruzione effettuata da parte del Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria. Morandini non assolveva al ruolo di tutor del ragazzo, né ha responsabilità legate alla sicurezza sul posto di lavoro. Gli interrogativi che saranno posti ai periti tecnici che verranno nominati saranno essenzialmente tre. Il primo riguarda la causa della caduta della trave che ha colpito alla testa il ragazzo. Il secondo si riferisce all’attività svolta in quel momento da Lorenzo, che pare non avesse un ruolo attivo nella lavorazione meccanica in atto. Come mai, dunque, si trovava in quel punto, nella traiettoria del pesante manufatto? Non esistevano norme di sicurezza, relative alle aree a rischio, da rispettare per evitare incidenti? Il terzo filone è quello del rispetto del protocollo scuola-lavoro che indica quali sono le attività, a fini di addestramento professionale, che uno studente compie in una azienda. Quest’ultimo aspetto ha suscitato numerose reazioni da parte di organizzazioni sindacali e degli studenti che denunciano una scarsa sensibilità per i temi della sicurezza sul posto di lavoro, che dovrebbe essere aumentata quando in una fabbrica entrano dei ragazzi privi di un’esperienza specifica.

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