È durata due giorni l’agonia di Carlo Alberto Conte, il dodicenne che domenica 23 gennaio era stato colpito da un malore durante una corsa campestre a Vittorio Veneto. Il suo cuore non ha retto ed è deceduto nella terapia intensiva del reparto di cardiochirurgia dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Al mattino il padre Dino aveva detto, con dolore: “I medici non ci hanno lasciato speranze, questa purtroppo è la realtà”.

Dopo che il bambino era stato colpito dal malore, il tentativo di rianimarlo si era prolungato per più di un’ora. Poi il trasferimento dello studente padovano a Treviso. Ma nulla è stato possibile fare visto l’edema cerebrale che era stato causato da una prolungata assenza di ossigeno al cervello. Carlo Alberto non ha mai ripreso conoscenza ed è scattato l’iter per certificare la morte cerebrale dopo un’osservazione di 24 ore. Un’ora prima del decesso, il direttore sanitario Francesco Benazzi aveva dichiarato: “Le condizioni sono state da subito molto gravi, la situazione è impegnativa. Si continua però a sperare, perché i miracoli nella vita ci sono sempre”. La mamma Valentina Ometto si era rivolta agli amici del figlio: “Unitevi tutti nella preghiera per lui”.

Carlo Alberto si era accasciato nella fase finale della gara campestre Cross della Vittoria. Era nato nel 2009 e abitava con i genitori e con un sorella minore di un anno in Prato della Valle a Padova. La famiglia è nota in città perché la madre Valentina è sorella di Luca Ometto deceduto nel 2016 a 41 anni, fondatore di Liberiauniversitaria e di Webster, uno dei principali portali di libreria online italiani. Il ragazzino amava i libri e lo sport. Aveva cominciato con il nuoto, arrivando a livelli agonistici nelle categorie riservate ai bambini, ma praticava anche lo sci. Dal papà aveva ereditato la passione per la corsa. Aveva cominciato con le Stracittadine, ma dal settembre scorso era entrato a far parte delle Fiamme Oro Padova. Proprio con questa divisa ha partecipato al cross di Vittorio Veneto. Era la sua prima gara, anche se la sua allenatrice, Rosanna Martin, che era presente, ha spiegato: “Doveva essere un semplice allenamento”. Carlo Alberto è caduto ad alcune centinaia di metri dal traguardo, prima contro un albero, poi a terra. “L’hanno visto barcollare e accasciarsi” ha spiegato Giovanni Dalla Zentil, il medico della competizione. È stato lui a praticargli il primo il massaggio cardiaco, anche se il primo a soccorrerlo è stato un infermiere che si trovava a una ventina di metri con un’ambulanza. Hanno praticato il massaggio cardiaco e le manovre di rianimazione cardiopolmonare, che servono a mantenere la circolazione del flusso sanguigno e quindi il trasporto di ossigeno a organi e tessuti, quando l’azione del cuore è assente. Poi è arrivato un elicottero che ha provveduto al ricovero all’ospedale a Treviso. Due mesi fa, anche in vista delle gare di corsa campestre, il dodicenne aveva sostenuto gli accertamenti sanitari ed era risultato idoneo all’attività sportiva.

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