È morta all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino la bambina di tre anni, di nome Fatima, che nella serata del 13 gennaio è precipitata dal quarto piano di un palazzo di via Milano. Il compagno della madre della bambina, il 32enne Azar Mohssine, è stato posto sotto fermo dagli agenti di polizia con l’accusa di di omicidio volontario con la formula di dolo eventuale. Lo ha reso noto il legale dell’accusato, l’avvocato Alessandro Sena, al termine dell’interrogatorio in procura. Il fermo è scattato per omicidio volontario con dolo eventuale ma la procura non ha ancora formulato l’imputazione per l’udienza di convalida.

Nonostante fosse arrivata al pronto soccorso in condizioni gravissime per un forte trauma cranico, un trauma toracico e lesioni ossee multiple riportate a seguito della caduta, nella notte i medici avevano provato un delicato intervento neurologico per salvarla, ma non c’è stato nulla da fare. L’udienza di convalida del fermo è stata fissata per lunedì 17 gennaio, mentre ancora non si conosce la data dell’autopsia sul corpo della piccola che dovrà accertare, tra le cose, la possibile traiettoria della caduta.

Fatima viveva con la madre, una cittadina italiana di 41 anni. Secondo le prime ricostruzioni, la donna e il suo compagno, che non è il papà della bambina, non erano nella stessa casa al momento della caduta della piccola. Vivono nello stesso stabile, ma in appartamenti diversi. I due sono stasi ascoltati per tutta la notte, separatamente, dagli inquirenti per capire con chi dei due si trovasse la bambina al momento della caduta. Nella notte sono stati anche posti sotto sequestro i nastri delle telecamere di sorveglianza che avrebbero potuto riprendere parzialmente la caduta. “Mi sento in colpa per quanto è successo: non sono stato attento”, ha riferito ai pubblici ministeri Mohssine.

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