In crociera o in aereo, sono molti i modi per raggiungerla e altrettanto quelli che te ne faranno innamorare: è Aruba, l’isola più felice dei Caraibi. Un vero scrigno di natura lussureggiante, di sorprendenti divertimenti e con un’accoglienza al top nell’America centro-settentrionale.

Situata a neanche trenta chilometri dalla costa venezuelana, è anche una delle tre realtà che costituiscono il cosiddetto Regno dei Paesi Bassi. Nonostante ciò, c’è bisogno del passaporto per entrare nell’isola, ma non del visto, che non è richiesto ai cittadini italiani e dei paesi dell’Unione Europea.

In quest’ultimo periodo, però, c’è una necessità in più, ovvero quella di certificare la negatività al Covid-19. L’introduzione del Green Pass in Europa ha permesso di rendere più facili i viaggi, e lo scorso ottobre il Ministero della Salute di Roma ha aperto i cosiddetti corridoi turistici Covid-free, che includono alcune destinazioni dove si può viaggiare senza necessità della quarantena all’andata e al ritorno: Aruba, Maldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana ed Egitto (limitatamente a Sharm-el-Sheikh e Marsa Alam).

Per viaggiare in uno di questi paesi è necessario seguire una procedura più snella, che include – limitatamente alle nazioni coinvolte – di sottoporsi a un test Covid (molecolare o antigenico) sia in partenza che al rientro. Inoltre, la responsabilità del protocollo organizzativo è in parte delegata all’operatore turistico che, con formule specifiche, deve garantire la sicurezza dei viaggiatori sia durante gli spostamenti che nella permanenza.

Alcuni operatori hanno optato per una soluzione moderna ed efficace, il cosiddetto Travel Pass. Si tratta di un “passaporto digitale”, attraverso il quale è possibile caricare i dati relativi a vaccinazioni e test PCR (i cosiddetti tamponi molecolari) e che serve in affiancamento al Green Pass. Il Travel Pass permette inoltre al viaggiatore non solo di mostrare i documenti necessari per raggiungere una delle sei destinazioni coinvolte dal test sui corridoi turistici, ma contiene un vero e proprio vademecum di viaggio con consigli e informazioni utili.

Aruba: documenti necessari per entrare nel paese e cosa visitare

Aruba è certamente un’ottima idea per una vacanza al caldo quando in Italia è in pieno inverno. Tra novembre e dicembre le temperature si aggirano tra i 24-25 °C di minima e 30 °C di massima. Via i maglioni dalla valigia, dentro i costumi e la crema abbronzante.

Per entrare nel paese, le autorità richiedono qualche attenzione specifica al tema sicurezza: essendo considerata l’Italia paese ad alto rischio per il Covid-19, i viaggiatori in entrata devono sottoporsi a tampone PCR a partire da 3 giorni prima della partenza. Significa che non è accettato solo il Green Pass. Inoltre, è obbligatorio compilare la ED-card (Embarkation and Disembarkation) per il controllo dei flussi in ingresso e stipulare l’Aruba Visitors Insurance. Attraverso questo strumento è possibile coprire spese legate al Covid-19 fino a un massimo di 75.000 dollari, e più in generale l’assicurazione dà diritto al trasporto in ospedale, consulti medici, spese per 14 giorni di isolamento e 4 test Covid-19. L’assicurazione non può sostituirne un’altra in quanto obbligatoria, ma può integrare la copertura prevista dal proprio piano assicurativo.

Tornando al mondo dei viaggi, sicuramente uno degli elementi più amati di Aruba sono le spiagge, che non solo non mancano, ma molte si trovano a poca distanza dai tanti resort di lusso. Roger’s Beach, con le sue palme e il poco pubblico, è la meta perfetta per godersi la tintarella in tranquillità. Chi invece non ha difficoltà a immergersi nella folla, troverà interessante Palm Eagle Beach, tra ombrelloni di paglia e palme che gettano una piacevole e rinfrescante ombra sulla spiaggia.

Vera testimone del controllo olandese su Aruba, Oranjestad è una città dal gusto coloniale che gode del privilegio di essere tax-free (un po’ come succede nella nostrana Livigno). Ecco perché vi troverete boutiques e grandi firme dove concedersi dello shopping di qualità con costi concorrenziali. Natura selvaggia? C’è la Natural Pool nella zona est dell’isola, una bella piscina naturale formata dagli scogli che la separano idealmente dall’Oceano Atlantico, mentre il Natural Bridge è un ponte di roccia del parco Arikok sotto il quale si muovono onde sinuose di un’acqua cristallina.

Gioco d’azzardo? Ad Aruba, è di casa. Se la vita notturna è ricca di locali dove gustare cocktail vista spiaggia, alberghi e case di gioco propongono tavoli verdi dove tentare la fortuna tra blackjack e lo stud poker caraibico, che è nato proprio qui. E con i tanti tornei internazionali di poker che si svolgono da queste parti, avrete sicuramente molto da imparare.

Seychelles, le isole da sogno

La situazione Covid-19 nelle Isole Seychelles è considerata sotto controllo, e i viaggi per i turisti internazionali sono stati riaperti già ad agosto 2020. Per raggiungere il paese è necessario mostrare, oltre al Travel Pass, anche la negatività a un test PCR che deve essere eseguito al massimo 72 ore prima della partenza per l’arcipelago.

Ai turisti è inoltre richiesto di registrarsi online sul sito seychelles.govtas.com, sempre dopo aver ottenuto i risultati del tampone molecolare, e di richiedere l’autorizzazione al viaggio con il pagamento di una quota una-tantum di 10 euro. I viaggiatori, sempre tramite il portale, possono decidere di effettuare direttamente sull’isola il test Covid di rientro: in questo caso, una quota della spesa sarà destinata alle attività del Seychelles Environment Trust Fund per la salvaguardia ambientale.

Con le sue Anses, le belle rive protette da scogli rocciosi e da foreste tropicali rigogliose, le Seychelles hanno secondo molte guide turistiche alcune delle spiagge più belle al mondo. È il caso di Source d’Argent, Grand e Petit Anse a La Digue. Selvagge e autentiche, ma anche con acque basse e incredibilmente calme, sono il posto ideale dove concedersi giorni di puro relax lontani dal caos quotidiano.

Si può esplorare la natura di Praslin visitando il parco della Vallée de Mai, dove cresce il Coco de Mer, una noce da cocco che ha la curiosa forma dei fianchi di una donna, spesso riprodotto nel merchandising turistico delle Seychelles. Per chi cerca sempre l’avventura e la scoperta, vale la pena anche passeggiare nella capitale Victoria sull’isola di Mahé, dove ad attendere il viaggiatore ci sono case e palazzi coloratissimi e templi indù, edifici in stile coloniale francese, banchi di spezie e coloratissime stoffe e molto altro ancora.

Articolo Precedente

Viaggi a sei zampe, i consigli per una vacanza sicura con animali al seguito

next
Articolo Successivo

Adventure in Islanda, un viaggio a caccia di esperienze

next