“Le mascherine Ffp2 devono essere date a tutti non solo al personale scolastico che ha in classe un alunno esentato dal portare la protezione”. Il giorno dopo l’annuncio del generale Francesco Paolo Figliuolo che da gennaio fornirà Ffp2 solo a maestri e professori che hanno a che fare con bambini e ragazzi autorizzati a non indossare la mascherina, sindacati e presidi alzano la voce.

Di fronte all’aumento dei contagi che si registra in queste ore e che coinvolge soprattutto i bambini dai cinque agli undici anni, il mondo della scuola chiede più garanzie per tornare in classe dopo le vacanze natalizie e si dichiara stupito che la struttura commissariale non abbia pensato di dare a tutti le Ffp2.

Il Decreto Legge, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 dicembre, per prolungare lo stato di emergenza, all’articolo 16 precisa – rinviando al Decreto-Legge numero 111 del 6 agosto 2021 – che il commissario provvede alla fornitura dei dispositivi Ffp2 o Ffp3 “al personale preposto alle attività scolastiche e didattiche nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole di ogni ordine e grado, dove sono presenti bambini e alunni esonerati dall’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie”.

Si tratta, perciò, di qualche centinaio di casi. Un ausilio che, invece, a detta degli esperti del settore scolastico è necessario per affrontare questa nuova ondata che fa i conti anche con la pervasiva variante Omicron. Soprattutto quando, per effetto delle nuove norme, la Ffp2 diventa un presidio obbligatorio per tutti in quasi tutti i luoghi chiusi, mezzi pubblici compresi. E in classe, almeno per gli adulti, no? Il primo a lanciare un appello al governo è il numero uno dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli che a ilfattoquotidiano.it spiega: “È assolutamente auspicabile che le Ffp2 vengano distribuite a tutti i docenti. I numeri dei contagiati di quest’ultime ore ci dicono che la fascia dei più piccoli è ancora quella più colpita; le vaccinazioni fatte a quest’età sono ancora troppo poche. Dobbiamo difendere i nostri insegnanti”.

Secondo Giannelli c’è tutto il tempo per organizzare questa distribuzione prima della riapertura della scuola che dev’essere in presenza: “Non ha senso tornare alla didattica a distanza senza un obiettivo. Se chiudiamo dev’essere per riuscire a vaccinare la maggior parte degli alunni”. Sul piede di guerra è la Flc Cgil: “Il ministero dell’Istruzione, il commissario Figliuolo, il governo devono ascoltare anche noi e mantenere fede agli accordi presi perché siamo noi a rappresentare i luoghi di lavoro”, spiega Grazia Maria Pistorino.

Il riferimento è alla mancata convocazione dal 30 di novembre del tavolo per la sicurezza: “Se ci avessero incontrato – aggiunge Anna Maria Santoro – avremmo chiaramente detto che le Ffp2 devono essere distribuite a tutti i docenti. Se sui mezzi pubblici vanno utilizzati questi dispositivi non vedo perché non debbano essere fornite a scuola dove i maestri e i professori hanno contatti quotidiani con bambini che non sono vaccinati”.

La Flc Cgil è molto critica nei confronti della gestione dell’emergenza: “C’è molta approssimazione nell’intervento sulle scuole. L’anno scorso ogni passaggio era condiviso tra noi e il Cts coordinato da Agostino Migliozzo. Ora non c’è più confronto. Siamo in balia di scelte che vengono prese senza mai tenere in considerazione chi vive nelle scuole ogni giorno”. Duro anche Pino Turi della Uil Scuola: “La narrazione che i bambini e le bambine non sono veicolo di infezione è ormai archiviata. Che serva il distanziamento e altri rimedi oltre il vaccino è altrettanto chiaro. Speriamo che si attivi il tavolo sulla sicurezza ormai abbandonato nell’oblio in cui apprendere le alterne strategie di intervento specifico”.

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