Il 2021 non è ancora finito ma in casa del Greuther Fürth tutti sanno già cosa riserverà loro il prossimo anno: la retrocessione nella Zweite Bundesliga. La squadra tedesca sta andando così male da risultare una seria candidata per battere il poco invidiabile record di peggior prestazione del millennio in uno dei cinque grandi campionati europei. Con un punto raccolto in 14 partite e una media di 0,07 punti a incontro, il club della Franconia è attualmente la Cenerentola d’Europa. Dal 21 agosto, data del pareggio casalingo contro l’Arminia Bielefeld, per il Greuther Fürth sono arrivate solo sconfitte, alcune al limite dell’umiliante come il 6-3 contro l’Hoffenheim e il 7-1 in casa del Bayer Leverkusen. Numeri che palesano l’inadeguatezza della squadra a certi livelli, corroborati anche dalla precedente, unica esperienza in Bundesliga nella stagione 2012-13, chiusa all’ultimo posto con 21 punti, 60 reti subite e nessuna vittoria tra le mura domestiche.

Eppure la forza di questa società è proprio la percezione della sua debolezza. La consapevolezza di non poter competere. Sopra veniva citata la graduatoria delle peggiori squadre dei grandi campionati nel nuovo millennio: al primo posto c’è il Derby County 2007-08, retrocesso dalla Premier League dopo aver raccolto la miseria di 11 punti in 38 partite; il secondo gradino del podio tocca all’Ancona 2003-04, ultimo in Serie A con 14 punti in 34 match; terzo posto a pari merito per Sunderland 2005-06 e Pescara 2016-17, entrambi fermatisi a 15 punti in 38 gare. Oltre ai risultati negativi, il minimo comun denominatore tra queste squadre è stato l’ambiente turbolento. Il Derby County in quella stagione cambiò tre presidenti, fu ceduto a un nuovo proprietario, esonerò un allenatore e acquistò 9 giocatori nel mercato di gennaio, ma fu tutto inutile per evitare una retrocessione ufficializzata già il 29 marzo, un record di precocità nella storia del calcio inglese. L’Ancona di Ermanno Pieroni cambiò tre allenatori e, a fine stagione, toccò la cifra record di 47 giocatori utilizzati, tra i quali il due volte Scarpa d’Oro Mario Jardel, sulla carta un lusso per una provinciale italiana, in realtà un giocatore in completo declino, inadeguato anche per la categoria inferiore.

Il Greuther Fürth invece non ha intenzione di cambiare l’allenatore, né di intervenire massicciamente sul mercato di gennaio derogando alla filosofia del club che preferisce mantenere una rosa dall’età media bassa anziché offrire contratti a qualche veterano al crepuscolo il cui residuo punto di forza rimane il proprio procuratore. Rachid Azzouzi, direttore sportivo dei Trifogli, ha dichiarato ai microfoni di Sky l’intenzione di continuare “il più a lungo possibile il nostro rapporto con il tecnico Stefan Leitl. Ci auguriamo che rimanga con noi ancora per tanti anni”. Leitl è stato l’artefice di una promozione inaspettata la scorsa stagione, beffando alla distanza club più blasonati e dal budget più corposo quali l’Amburgo. Tuttavia in estate la squadra non si è rinforzata, facendo partire i pezzi migliori (David Raum, Anton Stach, Sebastian Ernst, Paul Jaeckel) e sostituendoli con giocatori da tempo lontani dai loro migliori standard (gli olandesi Nick Viergever e Jetro Willems) oppure da qualche giovane prospetto. Quest’ultima etichetta qualche anno fa sarebbe stata addirittura limitativa per Julian Green, probabilmente il più grande talento uscito dalle giovanili del Bayern Monaco a non essere riuscito a imporsi ad alti livelli. Cresciuto sotto la guida di Erik ten Hag nel Bayern Monaco II, e poi cooptato in prima squadra da Pep Guardiola, Green è ricordato per una tripletta rifilata all’Inter nell’estate in cui Carlo Ancelotti sbarcò in Baviera, prima di eclissarsi dietro una concorrenza (Robben, Ribery, Douglas Costa) mostruosa per qualsiasi 21enne. Da allora, tra prestiti e cessioni, ha dovuto attendere la promozione del Greuther Fürth per tornare in Bundesliga.

Spesso le neopromosse partono con il turbo all’insegna di una vivacità e di una freschezza poi destinate a calare drasticamente nel corso della stagione. In casa Greuther Fürth questo non è stato possibile a causa di macroscopici errori in campo che hanno segnato la propria campagna fin dalle prime battute. Il pareggio alla seconda giornata contro l’Arminia Bielefeld, attualmente penultima, è stato definito un match di Bundesliga abusivo, confrontando la pochezza delle due compagini con una Zweite Bundesliga mai così ricca a livello di storia e blasone, dal momento che quest’anno nella B tedesca ci sono Schalke 04, Werder Brema, Amburgo, Kaiserslautern, Hannover e Norimberga. Un’altra etichetta poco esaltante affibbiata al club è stata quella di “Tasmania Furth”, riferimento a un club di culto del calcio tedesco, il Tasmania Berlino, che detiene ancora oggi il record di peggior squadra nella storia della Bundes, avendo totalizzato nella stagione 1965/66 solo 10 punti (cifra convertita con il sistema dei tre punti per vittoria), chiudendo con 108 reti subite, per una media di 3,18 a partita. In prospettiva il Greuther Fürth, con 3,28, sta facendo peggio. “Non chiediamo pietà né parliamo di mancanza di rispetto”, conclude Azzouzi. “Se meritiamo di incassare sette gol, allora il rispetto è farci sette gol. Sappiamo chi siamo e, comunque andrà, ripartiremo ogni volta dando tutto quello che in quel momento possiamo offrire, poco o tanto che sia”.

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