Riesplode la polemica per “Un posto al sole“, soap opera di successo in onda su Rai3, realizzata dal Centro Rai di Napoli. Lo scorso ottobre c’era stata una vera e propria rivolta dei fan della serie dopo i rumors su una nuova collocazione, un passaggio alle 18.30 per lasciare spazio all’ennesimo talk informativo, questa volta con Lucia Annunziata, alle 20.45. “Nuovo programma su Rai3? Progetto a cui tengo molto, in fase di studio sia la fascia oraria sia la rete, ma non ho alcuna intenzione di ridimensionare o danneggiare Un posto al sole e il centro di Napoli, che anzi va valorizzato”, aveva dichiarato l’amministratore delegato Carlo Fuortes in un’intervista al quotidiano La Repubblica.

Lo stesso quotidiano riporta oggi quanto accaduto nel corso di un incontro ospitato dall’Unione Industriali, di fatto una celebrazione per i venticinque anni di “Un posto al sole“. Dopo un intervento di Giancarlo Leone, presidente dell’Apa (Associazione Produttori Audiovisivi), spazio al contributo video del direttore di Rai3 Franco Di Mare da cui, spiega Repubblica-Napoli, sono arrivate dure parole per la reazione di fan e intellettuali che avevano firmato per lasciare la trasmissione allo stesso orario.

“Il cambio di orario era il vero problema di Napoli, come hanno fatto pensare gli intellettuali che hanno dato vita alla raccolta di firme?”, si è domandato Di Mare nel video per poi citare Churchill: “Non sempre cambiare significa migliorare, ma se si vuole migliorare bisogna cambiare”. Il clima è subito diventato rovente all’evento dove erano presenti Antonio Parlati, dal 2020 direttore del Centro Rai partenopeo, il predecessore e “papà” della soap Francesco Pinto, Daniela Troncelliti, produttore delegato dalla Rai alla serie, Gabriele Immirzi ad di Fremantle e il sociologo Sergio Brancato, docente alla Federico II, che è stato sceneggiatore di “Un posto al sole”.

Di Mare ha anche fatto riferimento al fenomeno della ‘resistenza al cambiamento’, citando l’esempio delle proteste per le istituzioni delle Ztl, ‘contestate dai commercianti che oggi al contrario lotterebbero contro la loro eliminazione’. Ha invece sostenuto che ‘i competitor della Rai hanno il monopolio delle strisce di informazione nella fascia d’accesso alla prima serata’ e che per questo ‘Upas‘ andrebbe spostato”, aggiunge Repubblica.

Pinto, risentito, ha immediatamente replicato a tono: “Anch’io ho firmato il manifesto contro il cambio di orario, ho la sensazione che Di Mare sia mal consigliato per due ragioni: la prima, lo slot pubblicitario nella fascia attuale ha fruttato molto e la seconda che l’innovazione la Rai se l’è un po’ persa, prova ne sia che una serie come ‘Mare fuori’, trasmessa dal 2020 su Rai 2, ha avuto più successo su Rai Play che nella rete. Tutto questo dibattito infatti è legato all’obsolescenza del concetto di rete. ‘Un posto al sole‘ non può essere trattato come un latifondo, lo spazio informativo che rivendica Di Mare lo fa già Rai 2 “.

Le parole di Di Mare hanno suscitato le reazioni anche di due protagonisti della soap presenti all’evento: “Ci vuole rispetto per il pubblico“, ha detto l’attore Marzio Honorato, che da 25 anni interpreta Renato nella fiction. “Il rischio del cambio di orario sembrava scongiurato. Credo che nessuna striscia di informazione potrebbe fare il 7 per cento di ascolto a quell’ora, e noi siamo un sospiro di sollievo in quella fascia oraria, tra le notizie dei Tg su tante sciagure”, ha aggiunto il collega Patrizio Rispo.

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