Natalie Portman, oltre a essere un’attrice premio Oscar e una produttrice, è anche una scrittrice e un’attivista per i diritti ambientali e di genere. E proprio grazie a questo suo impegno civile che nasce il libro, “Fiabe“, dove tre famosi racconti tradizionali sono stati riscritti e resi “a prova di genere“. Tutto è iniziato nella sua casa di Los Angeles quando, leggendo le favole alla figlia, ha iniziato a cambiare i nomi dei personaggi. “Data una prevalenza di personaggi maschili nei libri per bambini – spiega – i ragazzi non sono abbastanza allenati o spinti a comprendere la mente femminile. Le ragazze e le donne, invece, sono anche troppo allenate e spinte a comprendere la mente maschile. E quando la protagonista di un libro è una femmina si tende a considerarlo ‘un libro per ragazze’ e i ragazzi non lo leggono”.

L’attrice, 140 punti di quoziente intellettivo, una laurea in psicologia ad Harvard e un premio Oscar, ha scelto tre fiabe: ‘I tre porcellini‘, ‘La lepre e la tartaruga‘ e ‘La topina di città e il topino di campagna‘- non per ribaltare la tradizione ma per arricchirla. Gli animali protagonisti appartengono a generi diversi, imparano a prendersi cura del pianeta e a “rimboccarsi le maniche per raggiungere i propri obbiettivi”. Per esempio, ne I tre porcellini, il lupo è una lupa e Leo, uno dei tre fratelli, impara le conseguenze del mangiare cibo spazzatura. “Ho deciso di creare un ponte tra classico e moderno usando le storie della tradizione”, scrive nell’introduzione del libro. “I valori che trasmettono sono senza tempo. Queste fiabe hanno bei messaggi, come che il duro lavoro ripaga o che la perseveranza e la grinta vincono sulla fretta e sull’arroganza”. Tre fiabe riscritte non per stravolgere il mondo, ma invece per “rappresentarlo così com’è in natura“.

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