Si intitola “Colibrì” il nuovo singolo di Cesare Cremonini (il 40esimo della sua carriera) in uscita il primo dicembre. Il brano farà parte del nuovo e settimo album in studio dal titolo “La ragazza del futuro”, disponibile dal 25 febbraio 2022. Il progetto discografica arriva a quattro anni di distanza dal disco di inediti “Possibili Scenari” e a due dalla raccolta “Cremonini 2C2C – The Best Of”.“ Colibrì parla dell’avversarsi di una profezia – ha spiegato Cremonini in una nota diffusa alla stampa – In questo senso, per me, è un’opera di fantascienza più che una canzone sull’attualità, un’esperienza musicale legata all’intero album, più che una semplice hit. Si esprime con un linguaggio garbato e immaginifico perché è nella gentilezza della poesia che individuo la mia idea di futuro. Per questo motivo ho scelto Colibrì come porta di entrata del nuovo progetto. La mia prima pagina di un viaggio nel domani che comincia oggi”.

Il brano “Colibrì’” è stato prodotto da Cremonini con Alessandro Magnanini, che già aveva lavorato a tutti gli album precedenti dell’artista, ed è stato scritto da Cesare col suo storico collaboratore Davide Petrella. La canzone è stata registrata tra Bologna, Los Angeles e Londra. Gli archi sono stati arrangiati da Nick Ingman con l’intervento di Davide Rossi e sono stati registrati negli studi di Abbey Road a Londra. “Con Davide Rossi, che ho conosciuto a Bologna durante l’estate, è nata una bellissima amicizia che mi ha permesso di sperimentare con maggiore facilità e dare sfogo a tutta la mia creatività negli arrangiamenti di archi, una delle mie grandi passioni musicali. – ha rivelato Cremonini – Credo sempre di più nelle collaborazioni artistiche fra esperienze diverse, anche umane, ma prediligo quelle musicali a quelle canore. Penso che per ritrovare una idea comune di società anche noi, artisti della musica pop, che per me la tra le più potenti forme di comunicazione dei nostri tempi, sia utile unire stili musicali e idee diverse fra loro. “Colibrì” è proprio nata nel momento in cui ho iniziato a immaginare la bellezza e la libertà, che oggi sembra mancare ma che c’è, certamente nella mia mente”.

“Nella canzone non spiego quel è accaduto come farebbe un cronista, ma ciò che ho avvertito come imminente. – ha concluso Cremonini – Interpreto il sentimento che ci vede tutti in attesa di qualcosa, di un segnale, di un colpo di reni della fortuna. Questa canzone esprime la stessa religiosità che accompagna qualsiasi nascita. Un mistero dell’attesa per me sacro e inspiegabile che però è l’unica risposta che si possa dare allo strapotere delle macchine e della tecnologia. Durante i mesi peggiori della pandemia ho sentito in modo profondo che le canzoni che si scrivono e si ascoltano oggi hanno un ruolo molto preciso, più importante. Come è sempre accaduto la musica ha il potere di preannunciare le trasformazioni. Quando nelle canzoni parliamo del futuro iniziamo a tenere insieme il filo del tempo e sfuggiamo alla frammentazione”.

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