Sarà annunciato domani in una conferenza stampa congiunta del presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il presidente francese, Emmanuel Macron, ma gli ultimi colloqui per la firma del segretissimo Trattato del Quirinale tra Italia e Francia si concluderanno oggi, con il capo dell’Eliseo arrivato a Roma intorno alle 16 per firmare l’accordo bilaterale. Un’intesa della quale si sa pochissimo, se non che interesserà diversi temi, dalla difesa alla politica estera ed europea, dalla questione migratoria a quella economica, ma che potrebbe inserirsi in un più ampio intreccio di affari che coinvolgono anche l’interessamento del fondo americano Kkr per Tim (per il 24% dei francesi di Vivendi) e l’offerta di acquisto da parte di un consorzio franco-tedesco per Oto Melara e Wass, controllate di Leonardo. Una situazione che ha provocato anche le proteste del presidente del Copasir, Adolfo Urso (Fratelli d’Italia), secondo cui il governo avrebbe dovuto confrontarsi con il Comitato parlamentare per la Sicurezza prima di arrivare alla firma definitiva del trattato.

In merito all’accordo, ha spiegato Urso, “l’Ufficio di presidenza ha condiviso la necessità di audire il ministro degli Esteri rilevando, però, come in precedenza, in casi simili, per esempio per quanto accadde con il Memorandum sulla Via della Seta, vi sia stato un confronto preventivo con il governo”. Parole che alimentano le proteste da parte delle opposizioni che nei giorni scorsi hanno accusato l’esecutivo di manovre segrete, ipotizzando un accordo sbilanciato in favore di Parigi senza che, però, i contenuti siano ancora stati resi pubblici. Ciò che si è appreso fino ad oggi dalle dichiarazioni di rappresentanti politici vicini al dossier è che il Trattato ha l’obiettivo di rafforzare i legami tra due dei più importanti Paesi dell’Unione europea, in un momento di incertezza per quanto riguarda i rapporti con un altro Stato membro di fondamentale importanza, la Germania, che dopo 16 anni cambia colore di governo passando dall’era di Angela Merkel a quella della nuova coalizione semaforo formata da Spd, Verdi e Liberali. Un cambio al vertice che inevitabilmente stravolgerà gli equilibri a Bruxelles, ma che potrebbe avere anche conseguenze sui trattati bilaterali, come quello che ha rinforzato recentemente l’asse franco-tedesco.

Ciò di cui invece si può discutere sono le possibili implicazioni sul futuro di due compagnie strategiche per le telecomunicazioni e la difesa italiana: Tim e le controllate di Leonardo, Oto Melara e Wass. Dossier sui quali sempre il Copasir aveva in programma un incontro con il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, rimandato però alla prossima settimana, quando il Trattato sarà ormai siglato. Mentre se, per la questione relativa a Telecom, Vivendi ha dichiarato di ritenere la proposta di Kkr “insufficiente” e di considerarsi “un investitore a lungo termine in Tim e non intende dismettere la propria la quota”, per quanto riguarda le due controllate di Leonardo la situazione è diversa. Sul tavolo c’è anche un’offerta di acquisizione da parte della pubblica Fincantieri che, però, è nettamente più bassa (si parla di una differenza che va dai 200 ai 300 milioni di euro) rispetto a quella del consorzio franco-tedesco per le due aziende specializzate nella produzione, tra le altre cose, di missili. Una differenza che, nonostante l’importanza di mantenere le due eccellenze di La Spezia e Livorno sotto controllo italiano, non può non essere presa in considerazione dall’amministratore di Leonardo, Alessandro Profumo, che proprio ieri è stato audito dal Copasir.

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