La situazione Covid in Europa non accenna a stabilizzarsi. Nel giorno in cui l’Austria ritorna in lockdown e il ministro tedesco della Salute avvisa sulla drammaticità della situazione, con Angela Merkel spintasi a definire “insufficienti” le attuali misure, le notizie più drammatiche arrivano dalla Romania e anche in Slovenia la situazione è critica, con appena 8 posti letto liberi in terapia intensiva e un tampone positivo ogni due processati. Mentre la Russia fa segnare nuovamente oltre 1.200 decessi in 24 ore: è l’ottavo giorno consecutivo con un numero di vittime così alto. Da settimane l’Organizzazione mondiale della Sanità sottolinea come l’Europa sia tornata ad essere l’epicentro mondiale della pandemia, trascinando la crescita complessiva dei casi.

A Bucarest salme nei corridoi – In Romania la situazione è così critica che gli obitori sono pieni e i morti vengano sistemati nei corridoi: lo riferisce la Cnn, raccontando della situazione all’ospedale universitario di Bucarest dove la camera mortuaria dispone di 15 posti, ma i morti sono 41 e molte salme giacciono chiuse in sacchi neri sulle barelle del corridoio adiacente. Nello stesso ospedale tutti i letti in terapia intensiva sono pieni, salvo uno che si è liberato a causa del decesso di un paziente Covid. “Non smettono mai” di arrivare, dice l’infermiere Claudiu Ionita. “Non avrei mai pensato, quando ho iniziato questo lavoro, che avrei visto una cosa simile. Non pensavo potesse avvenire una simile catastrofe, vediamo morire intere famiglie”. In Romania solo il 36% della popolazione è vaccinato a causa di un mix di diffidenza verso le autorità, fake news e superstizioni. Nelle campagne il tasso di vaccinazione è la metà che in città, anche a causa del ruolo svolto da una parte del clero ortodosso, contrario alle vaccinazioni.

In Slovenia 8 posti letto liberi in rianimazione – Resta molto critica la situazione epidemiologica in Slovenia, dove nelle ultime 24 ore il tasso di positività al Covid è tornato a superare il 50 per cento. Come hanno reso noto le autorità sanitarie, su 2.730 test molecolari effettuati i positivi sono risultati 1.389, pari al 50,9%. I decessi sono stati 16, ma a preoccupare è il numero delle ospedalizzazioni: i pazienti ricoverati sono 1.162, dei quali 275 in terapia intensiva, a fronte di una capacità massima di 288 posti letto. La gestione del sistema ospedaliero rimane difficile in primo luogo per la carenza strutturale di personale sanitario, i cui congedi per malattia hanno toccato quota 450 all’ospedale policlinico di Maribor.

In Svizzera incidenza a quota 700 – Nelle ultime 72 ore, in Svizzera si sono registrati 14.590 nuovi casi e 18 decessi, secondo i dati dell’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp). I nuovi ricoveri sono 156. Nel corso delle ultime 72 ore sono stati trasmessi i risultati di 112.865 test. Il tasso di positività è del 12,93%. Sull’arco di due settimane, il numero totale di infezioni è 60.773. I casi per 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni sono 697,79. In Svizzera solo il 65,28% della popolazione ha ricevuto due dosi di vaccino.

Altri 1.200 morti in Russia – Sono 35.681 i contagi registrati in Russia nelle ultime 24 ore e 1.241 le persone che hanno perso la vita per complicanze riconducibili a Covid-19, riferiscono le autorità sanitarie locali: mentre sembra calare la media dei contagi, resta alto il numero dei decessi, da una settimana oltre quota 1.200. In totale, dallo scoppio della pandemia, sono 9.366.839 i casi di Covid confermati e 265.336 i morti. Ieri il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato di aver ricevuto la terza dose di vaccino.

Ucraina, oltre 7mila contagi – In Ucraina nelle ultime 24 ore sono stati registrati 7.464 nuovi casi e 326 decessi provocati dalla malattia: lo riporta il ministero della Salute ucraino, ripreso dall’agenzia Ukrinform. Stando ai dati ufficiali, dall’inizio dell’epidemia nel Paese sono stati rilevati 3.340.407 casi di Covid-19 e 81.598 persone sono morte a causa della malattia.

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