Mini lockdown per i no vax di Grecia: così si punta a salvare il Natale alla luce dei 100mila positivi fatti registrare nelle prime due settimane di novembre. Dopo aver ottenuto la scorsa estate il palmares per le isole Covid free, grazie ad una campagna vaccinale rapida e mirata, adesso la Grecia è costretta a rivedere le sue strategie in virtù di numeri ancora troppo alti. Appena il 62% della popolazione è stata vaccinata con una doppia dose, ad agosto era il 51%: troppo poco per evitare la quarta ondata che si è abbattuta sul Paese. Per questa ragione il governo ha deciso per alcune misure mirate che “puniscono” chi non si è ancora vaccinato: da lunedì prossimo i non vaccinati non potranno entrare nei luoghi chiusi nemmeno con un test negativo, eccezion fatta per farmacie e alimentari dove la capienza è stata ulteriormente ridotta.

Altro luogo sensibile, dove non sono mancate le polemiche e i contagi a causa del fatto che la comunione viene somministrata con un cucchiaio, sono le chiese: i non vaccinati potranno entrare solo con un tampone negativo. Inoltre il Green pass per le persone vaccinate di età superiore ai 60 anni varrà solo per sette mesi, tranne in caso di terza dose. Al fine di evitare il sovraffollamento, i negozi saranno aperti dalle 10 alle 21, mentre i dipendenti inizieranno ad arrivare sul posto di lavoro, scaglionati, dalle 7 del mattino.

Ad Atene e dintorni, regione che da sola ha in pancia la metà della popolazione complessiva del paese (5 milioni), vige una “road map” fino a Natale che prevede tre fasi di accesso per la maggior parte delle attività quotidiane, tutte open per i cittadini vaccinati e proibite per i non vaccinati. Chi è stato vaccinato o contagiato da coronavirus negli ultimi sei mesi potrà entrare tranquillamente nelle discoteche, nei ristoranti al chiuso, nei teatri, nei cinema, nei musei, nelle palestre e partecipare a meeting e congressi. Tutti gli altri no. I bambini da zero a 4 anni avranno accesso ovunque senza controllo, mentre dai 4 anni ai 17 solo con un autotest effettuato nelle 24 ore precedenti.

Ma chi sono i novax ellenici? Ultraortodossi, teorici della cospirazione e membri di organizzazioni nazionaliste, che hanno paura di essere vaccinati. Sbandierano slogan come “ortodossia o morte” e “vaccini = 5G”. Come un avvocato di Patrasso deceduto negli ultimi giorni proprio perché contrario alla vaccinazione, oppure come un medico di Lamia che ha contagiato madre e fratello (tutti morti).

Non mancano riferimenti in questo senso che circolano nelle chat e in alcuni gruppi sui social: fanno passare il messaggio che Dio parli duramente nelle Sacre Scritture a causa di chi intende stravolgere il creato modificando il Dna umano (chiaro il riferimento ad un vaccino in particolare). E ancora, altro messaggio è quello secondo cui vaccinandosi verrebbe annullato il sacrificio fatto sulla croce da Cristo, rivolto agli uomini e non agli esseri geneticamente modificati, parole che hanno fatto presa almeno sul 10% della popolazione. Infatti, come osservato lo scorso anno da uno studio condotto dalla Johns Hopkins University, i greci sono risultati tra i primissimi posti al mondo per numero dei complottisti e dei negazionisti del Covid.

Twitter: @FDepalo

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