Decisione lampo del tribunale distrettuale di Tel Aviv che ha respinto, poche ore dopo la chiusura dell’udienza, il ricorso presentato dai legali di Shmuel Peleg contro la sentenza di primo grado del Tribunale della famiglia favorevole ad Aya Biran, zia paterna del piccolo sopravvissuto alla tragedia del Mottarone. Lo si apprende dai legali della famiglia Biran. “Eitan Biran – si legge nella sentenza, diffusa dai Biran – è stato rapito dall’Italia verso Israele e deve ritornare al suo abituale luogo di residenza in Italia”.

La stessa motivazione che era stata adottata dalla giudice Iris Ilotovich Segal. Tra quel verdetto e oggi sono avvenute molte cose tra cui il mandato di arresto internazionale per il nonno e un altro uomo nell’ambito delle indagini della procura di Pavia. L’11 settembre il piccolo, che nel disastro della funivia ha persona madre, padre e fratellino, è stato portato via dall’Italia con un volo partito da Lugano sottraendolo di fatto alla sua tutrice.

Gli avvocati della famiglia Biran, Shmuel Moran ed Avi Chimi, hanno detto di aver accolto con compiacimento la sentenza della corte distrettuale “e speriamo – hanno aggiunto – che questo sia l’ultimo passaggio prima che Eitan torni alla sua famiglia e alla sua casa in Italia“. Da parte della famiglia Peleg si esprime rammarico per la sentenza. “Eitan – ha detto il portavoce della famiglia Gadi Solomon – è un bambino israeliano ed ebreo i cui parenti avrebbero voluto che crescesse e fosse educato in Israele”. Gli avvocati della famiglia Peleg stanno studiando la possibilità di ricorrere alla Corte Suprema. Eitan per il momento non tornerà in Italia. I giudici hanno emesso la sentenza ma sospeso la propria esecutività proprio in vista di un possibile ricorso alla Corte Suprema. Peleg con i suoi legali avrà 15 giorni di tempo per impugnare la sentenza.

Sulla custodia del piccolo si è scatenata una vera e propria guerra. I legali dei nonni materni sul fronte civile in Italia hanno chiesto al Tribunale di Pavia che la zia paterna Aya venga rimossa dall’incarico di tutrice con immediata sospensione e che venga nominato come pro-tutore un avvocato ‘terzo’. E ciò nell’ambito del reclamo contro la nomina che ha originato anche un procedimento davanti al Tribunale per i minorenni di Milano (udienza l’1 dicembre). I legali dei nonni hanno pure chiesto ai giudici civili di Pavia che gli atti su quella nomina della zia vengano inviati alla Procura di Torino per presunti profili di falsità. Insomma uno scontro legale su ogni fronte. Sul rapimento del piccolo indaga anche la procura del Canton Ticino.

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