Kabir Bedi è stato ospite di Oggi è un altro giorno nella puntata di mercoledì 3 novembre e, chiacchierando con Serena Bortone, ha ripercorso la sua vita, dal grande successo arrivato negli anni Settanta con Sandokan fino alla tragedia della morte del figlio e la bancarotta. “La mia è una storia di grandi successi e tragedie, come la perdita di mio figlio o quella di aver fatto pessimi investimenti in America ed essere finito in bancarotta – ha esordito l’attore -. Ho superato i momenti difficili grazie all’insegnamento dei miei genitori, che hanno vissuto sempre con poco. Ma la cosa che mi ha dato più forza è stato il coraggio di quel ragazzo che lascia casa per andare in Italia e poi a Hollywood. Quel coraggio è ancora dentro di me, le crisi mi riportano la forza”, ha confidato Kabir Bedi.

In collegamento video dall’India, l’attore è tornato poi a parlare di quello che è stato il più grande dolore della sua vita: il suicidio del figlio Siddarth. Il giovane, suo secondogenito, era malato di schizofrenia e si è tolto la vita nel 1997, quando aveva 26 anni. Un tragedia che ha deciso di rivivere con la scrittura del suo nuovo libro, Storie che vi devo raccontare – La mia avventura umana: “È stato il capitolo più difficile per me da scrivere, ha riaperto molte ferite dentro di me. Parla di un padre che cerca di evitare che suo figlio si suicidi, ma parla anche di coloro che si occupano di chi è affetto di schizofrenia e di quello che vivono. So di aver fatto il possibile per salvarlo – ha detto Bedi -. Ovviamente c’è un senso di colpa, pensi sempre che avresti potuto fare qualcosa di più. Ma con il senno di poi so di aver fatto del mio meglio. Alla fine ho accettato la sua decisione, indipendentemente da quanto sia stata dura per me“.

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